A Verona per #wingsforlifeworldrun

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Ieri io e P.d.C. ci siamo fatti 3 ore di macchina per andare a Verona alla Wings For Life World Run, corsa alla quale sono stata invitata a partecipare come blogger. Non ci siamo mai stati e ne abbiamo approfittato per una gita fuori porta in una domenica che definire splendida è poco. Si tratta di una manifestazione organizzata dall’omonima fondazione austriaca che dal 2004 ha finanziato 82 progetti scientifici di cui due in Italia. Lo scopo è trovare al più presto una cura medica per chi non può più camminare a causa di un grave infortunio o una malattia che ha danneggiato le cellule nervose del midollo della colonna vertebrale. 

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L’incontro era in sala stampa, sono stata accolta dai gentilissimi Alessandro e Paola. Pacco gara, pettorale, l’intervista che trovate nel sito di RedBull (panico alla domanda: cosa ti darà la spinta a correre di più?) una foto con @mpietropoli e @robcip e via, attivazione chip e l’attesa. Ecco: l’attesa è snervante, non sono abituata e mi stanca più della corsa. Ho corso con la maglietta #runningformommies e ne sono andata molto fiera.

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La corsa prevedeva un tracciato lungo al massimo 100 chilometri. Verona come a Città del Capo in Sudafrica, siamo partiti alle 12. Ad Haryana in India erano le 15.30, ad Auckland in Nuova Zelanda le 22, a Lima in Perù le 5 di mattina, in California negli Stati Uniti i podisti si sono trovati alle 3 di notte: fantastico.

I primi 5km tranquilli, al sesto ho iniziato a pensare: ora la catcher car mi prende (non c’era un traguardo, lo scopo era correre il più possibile per non farsi prendere da quest’auto che è partita mezz’ora dopo di noi e disattivava il chip sorpassandoci), al settimo ancora niente, all’ottavo il caldo ha iniziato a pesare sul serio, al nono stavo per morire, al decimo ho visto arrivare l’auto e mi sono fermata soddisfattissima del mio risultato. La cosa incredibile è che in quel preciso istante mi ha chiamata P.d.C che mi ha detto “ehi brava ne hai fatti 10!” ed ho scoperto che sul sito si poteva seguire ogni atleta in tempo reale.

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Una serie di autobus ci ha portati in Piazza Bra e lì un pranzo, una sistemata e un giro per Verona: una città veramente incredibile, piena di eleganza, bei palazzi e piazze curatissime. Unico neo: la casa di Giulietta, vabbè… tralasciamo.

Siamo tornati a casa, da Leonardo, stanchi ma soddisfattissimi di questa esperienza. Bella gara, bell’organizzazione, bella giornata, bella città: che si può chiedere di più?

1 COMMENTO

  1. ciao! sono contenta che sei venuta nella mia città! Mi sarebbe piaciuto incontrarti ma spero ci saranno altre occasioni 😉 qui sei sempre la benvenuta! domanda curiosa: cosa non ti è piaciuto della casa di giuglietta? Fammi indovinare… il caos? 🙂

    • Ciao! Ho trovato che quelle scritte all’ingresso, le gomme appiccicate sul muro e i lucchetti siano proprio un elogio alla stupidità umana 😀
      Per il resto, Verona è veramente una perla.

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