How to be a geek mom

Diario di una mamma multitasking

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Turista a Firenze

Oggi ho realizzato un sogno: sono finalmente entrata dentro al Corridoio Vasariano a Firenze.
La giornata è stata organizzata da Exclusive Connection e da Lucia Montuschi, una donna che mi ha lasciata a bocca aperta: raramente avevo visto una passione così travolgente per l’arte e la storia della città, una gioia e un rispetto nel raccontarla che mi ha fatto ricordare i tempi della Facoltà di Beni Culturali, che ho frequentato con tanto amore.

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Siamo partiti da Piazza della Signoria e, dopo una breve sosta a Palazzo Vecchio siamo entrati agli Uffizi da Via della Ninna. Purtroppo il pezzo di Corridoio che collega i 2 edifici non è visitabile perchè una porta è di proprietà del Comune, mentre l’altra è del Museo e quindi statale.

Il museo l’ho visitato tantissime volte ma ad ogni visita la meraviglia è sempre la stessa. Lucia, poi, è stata bravissima a farmi scoprire cose a cui non avevo mai dato troppa importanza, come ad esempio “il primo Facebook” con i ritratti dei Medici e tutti i loro “amici” nella parte alta della Galleria. Fantastica.

Giotto, Masaccio, Piero della Francesca, Botticelli, Raffaello, Michelangelo e tutti gli altri. Personaggi che mi hanno sempre fiera di appartenere a questa terra.

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Breve sosta al caffè sopra la Loggia dei Lanzi e poi via, si entra nel corridoio.

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Mi ha fatto un po’ male vedere le opere distrutte 20 anni fa. Ricordo i giorni della bomba a Firenze molto bene: i miei avevano una bancarella al Mercatino di San Lorenzo. Ricordo il caos e la paura e ricordo chiaramente che non capivo perché era stata fatta una cosa del genere.

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Il corridoio è splendido. La vista che si ha sul Ponte Vecchio e sull’Arno è da togliere il fiato. Ci sono una calma ed un silenzio che fanno quasi impressione dato il caos e il rumore becero dei turisti agli Uffizi.

Infine, costeggiando torri e attraversando chiese, ecco Palazzo Pitti e le meraviglie del suo giardino.

E’ stata proprio una bella domenica. Si gira tanto per vedere l’Europa e il mondo e non ci soffermiamo mai abbastanza sui capolavori che abbiamo a 2 passi da casa.

Anche se ha iniziato a piovere me la sono proprio goduta questa festa della mamma.

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Più divento grande, più apprezzo il fatto di essere toscana

Io la fase “burrascosa” dell’adolescenza l’ho vissuta dopo i 20 anni. Sarà stato anche che a casa avevamo una situazione particolare ma sta di fatto che a 16 anni ero una ragazzina modello e a 20 ero un diavolo. Odiavo il posto in cui vivevo: questa piccola provincia toscana in cui tutti ti conoscono e sanno i fatti tuoi. Lo trovavo terribilmente insopportabile.

Ho vissuto per un po’ a Parigi: il posto più bello della terra (anche se The Queen Father non sarà d’accordo su questo punto). A Parigi avevo trovato la mia dimensione e mi sentivo, forse per la prima volta in vita mia, davvero v i v a.

Col passare degli anni, però, mi sono resa conto che non è il posto: sei tu. Non è il posto in cui vivi che ti rende felice, non è nemmeno la gente, e neanche il tempo atmosferico (anche se, ammettiamolo, quello aiuta e non poco…). Sei tu che vedi il bello che hai intorno, sei tu che ti relazioni in modo differente con la gente e il territorio perché stai meglio con te stessa e hai trovato la vera forma del quieto vivere. E magari quella piccola strada che fai 5000 volte al giorno e che prima odiavi, ora non ti sembra così male.

C’è chi, già prima di me, ha definito come mi sento adesso in modo perfetto e si tratta di Wonderland.

A un certo punto, invece che stare a guardare, ho deciso di fare.
Fare cose che prima non avrei mai fatto.
Cose che, se raccontate da altri, avrei invidiato.
Hanno funzionato: sono diventate una catena di eventi, il primo passo, la scintilla.
Che chi vive nell’immobilità non perdona. 
Poi ho iniziato a guardare con occhi che avevo dimenticato in un cassetto.

Vivo in Toscana e ora lo dico con orgoglio: vivo uno dei posti più belli del mondo.

prato

Con la bella stagione (sia lodata!) ho ripreso a camminare/correre ed il posto dove preferisco arrivare è il lago dietro casa nostra. Ne ho parlato per Quinny, ed è un posto incantevole. Tante volte non ci si guarda intorno, ci sono posti a cui siamo talmente abituati che ci passiamo davanti senza voltarsi, ma in questi giorni di clima finalmente primaverile ne vale davvero la pena.

lago

Il bello della Toscana è che un giorno puoi fare un pic-nic sotto un castello, la sera visitare una città d’arte (abito a 20 minuti da Firenze e Arezzo e ad una quarantina di minuti da Siena) e magari la domenica ci scappa anche una giornata al mare.

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Probabilmente nella mia vita precedente dovevo essere una pianta. A me il sole fa davvero bene.

Buona primavera a tutti.

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Trasforma la tua famiglia in bamboline di carta

bambolineMi sono innamorata di queste bamboline di carta.

La lista d’attesa è lunghissima (almeno fino a agosto) ma il risultato finale deve essere davvero carinissimo. I set sono composti da uno, due, tre, quattro o anche cinque membri della famiglia.
L’idea è carina per un regalo o per un bel ricordo. Si forniscono all’Autrice i ritratti, le indicazioni sui vestiti ecc ecc…
Le bambole “adulte” misurano circa 6 centimetri di altezza. Sono disegnate e colorate a mano con pennarello, inchiostro e matita colorata.

Non costa pochissimo (30$ a personaggio) ma l’idea è davvero deliziosa (anche se, nel mio caso, rimarrà purtroppo solo un desiderio…)

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Instagram e il mondo visto da Leo

Mi sono sempre chiesta come deve essere strana la sua prospettiva e come tutto deve sembrargli enorme. Come appariamo noi, come ci vede. Deve essere affascinante il punto di vista di un bambino.

Poi mi sono detta: “ma certo, col telefono lo posso scoprire!” ed ecco che nasce il profilo Instagram di Leo, o meglio, di come Leo vede il mondo.

VISTO DA LEO su Instagram

Già i primi scatti mi sembrano affascinanti: non mi ero mai resa conto di quanto potessero essere inquietanti quelle apine. Ci credo che non gli piacciono!

PS: nessun bambino di un anno è stato maltrattato o costretto ad aprirsi un account su Instagram, mi piacerebbe dirvi che è lui a fare le foto ma per ovvi motivi non lo farò. Comunque se Chiara Ferragni ha fatto un account al suo cane, tutto è possibile…

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Costruisciti una Hasselblad in carta

Sono tornata da Parigi innamorata. Innamorata della vita, della bellezza e del buon cibo. Ho visto posti incantevoli, sono stata al RockEnSeine, ho ballato il tango e la salsa sulla Senna (o almeno c’ho provato, dato che sono un tocco di legno), ho mangiato i dolci più buoni e belli dell’universo e ho fatto tantissime foto. Certo, Leonardo mi è mancato e rivederlo è stato bellissimo, ma vivere 4 semplici giorni di “normale non-mammitudine” mi ha rimesso al mondo. Tornando alle foto, io sono un’appassionata di lomografia (non vi dico quando ho trovato il Lomography Shop nel Marais….) ed ho trovato questo tutorial molto carino per costruire una bellissima Pinhole Hasselblad da sola. Ed è funzionante, ovviamente! Ho ancora qualche misero giorno di ferie e mi metto all’opera!

E’ un DIY molto semplice: bastano una normalissima 35mm, un foglio di carta, forbici e colla.

Potete trovare il PDF con il disegno della macchina fotografica sul sito di Kelly Angood ed il procedimento per costruirla è spiegato benissimo in questo video

Instructional video for pinhole Hasselblad from Kelly Angood on Vimeo.

Buon divertimento!

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Non c’è niente che ami come Parigi.

Di viaggi ne ho fatti tanti e l’Europa l’ho vista quasi tutta, ma niente mi ha mai entusiasmato come Parigi. Ok, Berlino viene subito dopo, ma Parigi è Parigi.

Paris In Motion (Part I) from Mayeul Akpovi on Vimeo.

Versailles

A Parigi ci sono stata tante volte. La prima volta fu durante il mio primo viaggio “lungo” da sola e avevo 19 anni. Ci arrivammo in autobus io e le mie migliori amiche per il capodanno tra il 2003 e il 2004. Fu un viaggio entusiasmante, ma al ritorno giurai che non sarei mai più salita su un autobus. A Parigi ci tornai anche dopo pochi mesi, in estate. Il mio primo viaggio in aereo ed ero col mio ex fidanzato (che credo che ogni tanto mi legga dal Cile e lo saluto). Fu un viaggio davvero molto bello: Parigi d’estate era splendida. Più o meno un anno dopo ci tornai con quello che era allora il mio ragazzo e da un mese è mio marito. Eravamo già stati a Londra ma quel viaggio a Parigi fu il top perchè andammo anche al Rock en Seine e quell’anno c’erano i Pixies, i Foo Fighters, i Franz Ferdinand, i QOTSA e molti altri. Indovinate? Ci tornammo anche l’anno dopo, sempre d’estate, a conclusione di un tour in macchina in Normandia e in Bretagna. E’ stato il viaggio più bello della mia vita: quello che vedemmo in quei 3000km fatti in 10gg rimarrà sempre nel mio cuore. Tornammo a Parigi anche l’anno dopo, nel 2007 ma quell’anno ci siamo stati un mese. Avevamo un minuscolo appartamento in Rue Pasteur. Abbiamo tenuto anche un blog in quel mese ma Splinder se l’è portato via (potevo salvarlo trasferendolo, ma ho preferito di no). Quel viaggio a Parigi mi è servito per scappare un po’ da dei problemi che avevo qui e “vivere” Parigi non da turista mi ha aiutata tantissimo. Ho avuto modo, in quel mese, di vedere tutto ciò che mi era sfuggito nei viaggi precedenti e ho scoperto una Parigi nuova, diversa. Ho scoperto “Paname” ed è quella la Parigi che preferisco…

Trompe l’œil

Potrei stare ore qui a descrivere quel mese, ma eviterò per non annoiarvi. Sono stata a Parigi per l’ultima volta nel 2008, con le amiche, e siamo state allo Zenith a vedere i Sigur Ròs. Poi è iniziato un periodo berlinese ed infine -quasi un anno fa- è arrivato Leonardo.

Come sapete ci siamo sposati e io non ho preso neanche il congedo matrimoniale a lavoro (idiota!) tanto non abbiamo fatto il viaggio di nozze ma un po’ di tempo fa abbiamo trovato un volo Ryanair a un prezzo ridicolo e abbiamo deciso di tornare al Rock En Seine. Indovinate? A vedere i Sigur Ròs. Sarò nel posto che preferisco sulla faccia della terra, con il ragazzo che ho appena sposato a vedere il mio gruppo preferito: posso chiedere di meglio? Non credo. Leonardo non ce lo portiamo dietro, lo lasciamo 3 giorni in balia dei nonni. Il nostro ultimo viaggio da soli risale ormai ad un anno fa, quando andammo a Torino

Voglio sfruttare ogni minuto di questo viaggio. Non voglio dormire neanche la notte, voglio vivere Parigi 24h su 24 e mi sto attrezzando. 

Seguirò i consigli che Spora ha lasciato qui e qui e che Emanuela mi ha inviato per mail; sto imparando a memoria Peris; mi sono letta attentamente tutta la parte parigina di Viaggi Low Cost dove, tra le altre cose, sono consigliati molti B&B economici ma noi dormiremo al Five Hotel (essù in fondo è il nostro viaggio di nozze :D ) ;ho guardato Shuffolato e ho cercato molti siti di Italiani residenti a Parigi e sto riempiendo l’iPhone di app. Sto puntando molto sulle pasticcerie e, a tal proposito, questo è diventato la mia nuova Bibbia:

My Little Paris sort son livre from mylittle on Vimeo.

Potrei stare ore a scrivere di quello che voglio vedere, di quanto ami il giardino di Medivale di Cluny o passare il pomeriggio al Musée Orsay (o gli altri 2 milioni di miliardi di musei presenti in città) ma vi racconterò tutto nel dettaglio al mio ritorno. E poi ancora ci sono 2 settimane, altri consigli?

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Le parole sono importanti

[Guest post] Semplifica la tua vita da mamma con l’iPhone

E’ con piacere che inauguro oggi una nuova rubrica nel mio blog: quella dei [Guest post]. Il primo che vi presento è scritto da Giovanna Avino web writer freelance della piattaforma online per freelance Twago.

Semplifica la tua vita da mamma con l’iPhone: la top 10 delle migliori apps per prenderti cura del tuo bambino.

Con i numeri del mercato mobile alle stelle (un italiano su tre è dotato di smartphone), l’Apple store conta ormai circa 600 mila apps: ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti grazie agli sviluppatori di apps che si sbizzarriscono nel creare app originali che coprano ogni piccolo fabbisogno della vita quotidiana degli users. Insomma lo smartphone è praticamente il braccio destro che contribuisce a semplificare notevolmente la vita di tutti i giorni di migliaia di users, e allora perchè non approfittare dell’aiuto del nostro iPhone tutto fare per affrontare la maternità in maniera più serena?

Ecco una top 10 di alcune ottime apps che aiuteranno le neomamme a gestire al meglio i primi anni di vita del vostro bimbo: (continua…)

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Una bellissima domenica nel Chianti

Per sfuggire ai 42° di Ulisse oggi ci siamo rifugiati in Chianti. Per la precisione a Fietri, una frazione di Gaiole in Chianti. Non è troppo distante da casa nostra, non ci si mette più di una 40ina di minuti in macchina.

Siamo stati alla Casa della Fonte, dove abbiamo passato un pomeriggio fantastico in compagnia dei nostri amici (quelli del video del Battimonio, per intenderci).

L’atmosfera ci è sembrata quella di un tipico film americano ambientato in Toscana: buon cibo, buon vino, vin santo, crostini, salsiccie, risate e una bistecca di 1kg e mezzo alta 3 dita cotta sulla brace. Si sono uniti a noi anche 2 ospiti tedeschi del B&B e la cosa ci ha fatto davvero molto piacere. Leonardo e Lorenzo (l’altro bambino presente al pranzo) hanno fatto amicizia con il loro educatissimo cane Paola e la coppia è stata di piacevole compagnia. Lei, Sabine, ci ha raccontato un po’ di loro. Il marito, croupier del casinò, parlava poco inglese e si è limitato a osservare. Sono rimasti impressionati dalla quantità di cibo preparata (“in Germania prepariamo via via, non tutto insieme come qui in Italia“) ma hanno apprezzato il tutto, anche se -effettivamente- abbiamo esagerato con la quantità di carne…. Ci hanno chiesto come mai in 4 coppie ci fossero solo 2 bambini e alla nostra risposta “ci sono pochi soldi ed è un problema non saper a chi lasciare i bambini dopo” si è aperto un elogio al sistema tedesco che punta molto sui bambini e le famiglie. Giustamente.

Il bello della giornata è stato, oltre al clima amichevole e alla brezza che ci ha fatto scordare la terribile afa di questo fine settimana, il dimenticarsi totalmente della tv, dei social network e dei problemi. Dopo pranzo ci siamo sistemati in veranda a mangiare le mie torte: una con mascarpone e pesche ed una con cioccolato bianco e limone, farcita con una specie di glassa con panna, limone, fragole e menta. Devo ammetterlo: buonissime. Un grazie a Juls’ Kitchen per le ricette.

Più tardi abbiamo lasciato i ragazzi in veranda a parlare di politica (con un appunto sul “bunga bunga” dei signori tedeschi) e noi ragazze ci siamo sistemate in casa a farci le unghie. Ah che relax. Leo era felicissimo, affascinato dal cane, dai gatti che ci hanno fatto visita e dalle tante piante del giardino. Ci vorrebbe più spesso una giornata così, sono proprio felice.

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