E’ passato anche ferragosto, siamo entrati ufficialmente nell’ottavo mese di gravidanza. La pancia è scesa e il bambino si è girato. Se poi potesse smetterla di puntarmi i piedi sulle costole sarebbe anche meglio…Tutti non fanno che dirmi: “Vedrai che lo fai prima!” e io ho sentimenti contrastanti che vanno dal: “No dai, è troppo presto” allo “Speriamo“.
Alessandro, il padre della creatura, è in fissa con Assassin’s creed II per la PS3. Un gioco veramente bellissimo, ambientato nella Firenze e nella Toscana del 1400. E’ incredibilmente reale (nonostante sia del 2009) e ora credo che una volta arrivata a Firenze vorrò provare ad arrampicarmi sul Campanile di Giotto come fa Ezio, il protagonista. A me non piace giocare, piace guardare. E nei punti difficili cerco filmati su YouTube per le soluzioni. Guardate per esempio l’interno del Duomo di Firenze in questo video:
A parte questo, la giornata di ferragosto è stata molto noiosa. In macchina era impossibile muoversi e inoltre la mattina è piovuto. Mi sono dedicata allo shopping on line, anzi ad una serie di wish list per il nascituro. Parecchie cose stanno arrivando dai parenti ed amici vari (del tipo: “Non comprare niente, io ho cose mai messe da passarti!”). Ho preso solo quel che serve per l’ospedale, anche se anche lì c’è molta confusione a riguardo. Ci sono liste che ti dicono di portarti mezza casa e liste che ti dicono che non serve niente. Boh… staremo a vedere.
Lunedì ho fatto (come da routine) un esame che si chiama “Minicurva da carico di glucosio (OGTT)“. In cosa consiste questa curva mignon? Devi stare attentissima a cosa mangi il giorno prima e al mattino, digiuna, vai a farti un normale prelievo del sangue. Finiti i prelievi ti bevi un bel bicchierone di roba dolce vomitevole, ti siedi, aspetti un’ora e fai un altro prelievo.
Credevo che questo esame fosse il massimo della rottura di palle, almeno fino a stamattina.
Mercoledì mattina mi ha telefonato la mia ostetrica dicendomi che la “minicurva” era sballata e che dovevo fare “la grande curva”. A me già i nomi fanno ridere, comunque ho preso l’appuntamento per stamattina. Ieri sono stata di nuovo attenta a tutto e stamattina alle 7 e 30 sono arrivata al laboratorio analisi.
Arrivo lì e subisco tutti gli sguardi di odio dei pensionati: “guarda quella, è incinta e ci passa avanti così ci tocca stare un altro po’ qui invece che fare la coda alle Poste e guardare gli operai nei cantieri fino a mezzogiorno“. Ma non passo avanti a nessuno perchè è una cosa che non mi piace fare.
Al mio turno all’accettazione la signora mi fa: “sai che devi stare qui 3 ore e fare 4 prelievi?” Oh Jesus… e dopo un’oretta (alla faccia della precedenza) mi chiamano. Primo prelievo e bicchierone di roba schifosa, molto più schifosa di quella di lunedì perchè il glucosio non era diluito. Ho quasi vomitato sul signore del prelievo.
Aspetto un’ora. Un’ora interminabile in cui ho sentito tutte le lamentele tipiche dei pensionati: sciatica, dentiere, ecc ecc. Purtroppo la zona non è coperta da 3G e non ho potuto neanche smanettare con l’iPhone. Intanto il pupo reagisce al glucosio ed inizia a prendere a pugni l’interno della mia pancia.
Alle 9 e 30 mi richiamano. Di nuovo il prelievo, stavolta all’altro braccio (sennò non sembro abbastanza tossica…) e mi risiedo.
La gente via via diminuisce ed io inizio la lettura delle tipiche riviste da sala d’attesa. Stamattina mi sono aggiornata su tutte le principali notizie di gossip e mi chiedo come ho potuto vivere senza sapere che gli scommettitori inglesi danno 3 a 1 Sandra Bullock come nuova fidanzata di Clooney, che Facchinetti è contentissimo di diventare papà ma non sposerà la Marcuzzi (forse perchè non vuole un frigorifero pieno di Yogurt che aiutano nel fare la cacca), che Lory Del Santo non è stata a letto con nessuno da quando ha rotto con il suo Rocco (chi????), che esiste un aggeggio da 82€ che ti permette di sentire il battito del bambino, che Ubaldina Grain non è il massimo nel fare gli oroscopi, che non c’è crisi tra la Toffanin e Piersilvio e che Ambra Angiolini è molto arrabbiata per le false notizie di gossip tra lei e Renga e un altro tizio.
10 e 30: terzo prelievo. Ormai siamo rimasti in 3 nella sala d’attesa. Vorrei essere in coda alle Poste con i pensionati andati via e le mie braccia stanno diventando viola. Prendo un vecchio Vanity Fair e mi leggo un’interessante intervista a Bianca Balti, che mi sta molto simpatica e un’altra a Annalisa di Amici (che non ho idea di chi sia) e mi rendo conto di essere rimasta sola. Verso le 11 arrivano degli operai ed iniziano a smontare il soffitto della sala d’attesa per sistemare i tubi del condizionatore. Mi chiedono di spostarmi da una parte all’altra della stanza finchè il medico non decide di portarmi da un’altra parte.
Arrivano finalmente le 11 e 30 e nel reparto trasfusioni mi faccio l’ultimo prelievo ed in preda ai morsi della fame torno finalmente a casa con le braccia da eroinomane.
Se poi ora viene fuori che ho il diabete spacco tutto.
Qui di seguito vi metto alcune informazioni più “tecniche” su questi esami
minicurva glicemica: nell’approccio a una sola fase la donna a digiuno controllerà la glicemia e ripeterà l’esame un’ora dopo l’assunzione di una bevanda zuccherata (di norma 50 g di glucosio).
Nel caso venga rilevato un valore di glicemia superiore ai 140 mg/dl si esegue anche l’esame seguente,
se il valore rilevato è superiore a 198 mg/dl si pone già la diagnosi di diabete gestazionale.
curva (o maxicurva) glicemica: in questo caso si segue un diverso protocollo anche nei giorni precedenti, la soluzione presenta una quantità di glucosio superiore (di norma 100 g) e la glicemia è misurata a digiuno prima dell’assunzione, dopo un’ora, due e tre ore per avere un quadro più chiaro della situazione. In questo caso si parla di diabete quando si rilevano almeno 2 dei seguenti valori:
Ciao rospetto che scalcia nella mia pancia, ti inserisco qui di seguito alcune cose che ti saranno molto utili da quando uscirai in avanti. Ce ne sono sicuramente tantissime che ho dimenticato, vedrò di rimediare. L’ordine è sparso, vedrai poi tu, una volta grande quale priorità dare alle cose:
La voce del padrone di Battiato;
I Monty Python;
Ok Computer dei Radiohead, ma tanto a quello ci penserà tuo padre;
Una passeggiata sulle strisce pedonali a Abbey Road e una gita a Liverpool. Ci siamo già stati, ma ci torneremo insieme se vuoi;
La vista di Parigi da una delle torri di Notre Dame in una giornata limpida;
Via della Conciliazione a Roma d’estate;
L’ultima puntata di Lost. Fortunatamente sei un maschio e non dovrai chiederti se sia più figo Jack o Sawyer e non dovrai aspettare un anno o una mattina d’aprile per sapere come va a finire;
Un festival europeo fighissimo, a caso
La tua prima casa, pagata da te con enormi sacrifici;
Il primo volo in aereo. Può essere terrificante, ma niente ti fa sentire più vivo;
L’aria condizionata d’estate;
Un bagno caldo d’inverno con la tua musica preferita in sottofondo;
Il primo viaggio massacrante con gli amici;
Imparare ad andare in bicicletta;
Il primo giorno di scuola. Non mancheranno le foto di rito, ti avverto;
Un estenuante viaggio per il concerto del tuo gruppo preferito;
Un bel voto a scuola quando hai studiato tanto e te lo meriti;
Grace di Jeff Buckley
Un bel film vecchio a cinema vuoto;
La pizza sulla spiaggia di Positano a piedi nudi;
Il fu Mattia Pascal di Pirandello;
Un obiettivo raggiunto. Il tuo;
La pasta al pesto, quello ligure, vero, non quello della COOP che compro io (ti renderai conto, finita l’epoca “pappe” che sono una pessima cuoca);
La prima sbronza divertente;
Piangere per un film commuovente e non vergognarsene;
La maratona di Kill Bill;
E quella del Padrino (anche se l’Atto3, vabbè…);
Parlare di fronte ad un pubbico e sopravvivere all’esperienza;
Fare tutto quello che dovevi fare in un giorno senza rimandare ed esserne orgoglioso;
Tornare a vedere la casa dove sei cresciuto;
La vittoria dell’Italia ai mondiali;
Un pic-nic a ferragosto;
Il pranzo con tutta la famiglia, unita, a Natale;
L’ultima puntata di Beautiful (prima o poi arriverà);
Sapere a memoria una puntata del tuo cartone animato preferito (spero non sarà Ben10 o i Gormiti);
Parlare in diretta alla radio;
Una bella foto, dove sorridi;
Incontrare qualcuno che conosci in una città straniera;
Un tatuaggio (ma non prima dei 18 anni!);
Il sushi;
Avere qualcuno con cui confidarti quando stai male;
Avere qualcuno con cui confidarti quando sei felicissimo;
Ballare, anche se magari non saprai farlo. Chissenefrega;
La prima pagina di un quaderno nuovo. L’odore della carta è inebriante;
Oggi, dato che entrambi avevamo la giornata libera e io odio stare ferma senza far niente, abbiamo iniziato a svuotare la camerina di Ringo.
Per ora abbiamo solo spostato le librerie da quella che era “la camera butta tutto lì” in sala e per ora abbiamo lasciato la stanza come un campo ROM. Dovevate vedere in che condizioni era il gatto durante “i traslochi”. Un pazzo!
Vogliamo che la camera del bambino sia essenziale, in modo che sia sempre pulita, senza polvere. Ci saranno, almeno fino a quando non sarà più grande, solo il lettino e il fasciatoio.
Fatto sta che ora il nostro soggiorno è diventato un piccolo Caffè Letterario dati i quintali di libri che abbiamo tra tesi, enciclopedie e interessi vari (non si vede, ma ce ne sono 3 strati per ogni scaffale)…
Approfitto di questo spazio per dirvi che ci sono “avanzati” 2 oggetti. Non c’è verso di metterli altrove, dato che alla fine non viviamo in un castello.
Ci sono avanzati una libreria Expedit dell’IKEA. Il modulo bianco 4×4
Dobbiamo poi rinunciare, a malincuore, al tavolino del 1976 dei miei genitori. E’ bellissimo, l’adoro ma purtroppo il suo posto è stato occupato da altro. Ha 2 ripiani in vetro scuro e struttura cromata, perfetta. Era nella mia vecchia casa e me lo sono portata dietro 2 anni fa durante il trasloco.
Se volete o la libreria o il tavolino ve li regalo volentieri, perchè buttare 2 oggetti in così buone condizioni è davvero un peccato. Se siete interessati lasciate un commento qui sotto e vediamo quel che si può fare.
Oggi mi sono decisa, ho creato un account su amazon.it e mi sono comprata un libro. Fino ad ora avevo sempre preso tutto sul sito della FNAC e ho voluto cambiare. Ce n’era solo 1 che volevo comprare, anche se mi è apparso continuamente “ti potrebbe interessare anche Fate i bravi di Tata Lucia”. No grazie. Almeno per ora.
Ho preso un libro che non avrei mai voluto leggere fino a 2 settimane fa, ma che ora mi attira davvero tanto:
QUELLO CHE LE MAMME NON DICONO di Chiara Cecilia Santamaria.
Lei ha 27 anni e crede nel mojito, nella carriera, nel suo uomo e nei viaggi improvvisati. La nana ha cinque settimane e abita la sua pancia. Scoprirlo è uno shock, soprattutto se nell’immaginario collettivo “fare la mamma” appare un’attività totalizzante, incompatibile con libertà, sogni, ambizioni e diverse sfaccettature della propria personalità. L’autrice-protagonista decide di affrontare la situazione armandosi di buoni propositi, ma soprattutto di ironia e sarcasmo.
Qui si sostiene che è buono e giusto conservare la parte migliore di sé – quella divertente, folle, avventuriera – anche dopo un figlio. Che l’istinto materno a volte arriva e altre è in ritardo. Ma anche che esistono momenti neri che nessuno racconta, che dopo un mese di neonato ne servirebbero tre di psicoterapia, che ogni tanto è perfettamente normale rimpiangere il “prima”.
Dimenticate la mammina che chiama il figlio “angioletto” anche se non dorme da quindici settimane, quella che considera il parco giochi una botta di vita e quella che decanta le gioie delle vacanze coi nonni. Preparatevi a scoprire la verità, tutta la verità riguardo alla vita col pupo, e anche gli esilaranti retroscena di pappe, giochi e ninne nanne.
Un libro dedicato alle donne che si sentono troppo giovani per fare figli, a quelle che ci pensano ma non hanno idea di cosa le aspetti, a quelle che già ne hanno e certe volte, con tutto l’amore del mondo, vorrebbero fuggire alle Bahamas.