Ho avuto modo di provare un’app veramente interessante: Hansel & Gretel di Milkbook, una realtà made in Italy specializzata nella creazione di fiabe interattive e app educative per bambini.
Milkbook è stata fondata da Francesca e da suo marito Antonio: una giornalista che ha perduto il posto di lavoro al sesto mese di gravidanza e un art director che ha compiuto una scelta controcorrente e coraggiosa, rinunciando a un contratto indeterminato. A pochi mesi dalla nascita della loro bambina, Antonio e Francesca hanno unito le loro forze e si sono inventati una nuova professione, stimolante, creativa, che rispecchia i loro reali interessi e parla alle generazioni future.
Il fatto che il tutto sia partito da una mamma rende il tutto davvero speciale, vero?
Questo è il trailer di Hansel & Gretel, la loro prima storia:
Mentre la voce narrante (disponibile in italiano, inglese e spagnolo) racconta la storia, i bambini interagiscono con i protagonisti della fiaba e con gli innumerevoli animaletti del bosco. Con un semplice tocco possono ascoltare il verso di uccellini, conigli e gufetti, scaraventare la strega dentro il forno o far cadere dal cielo una pioggia di dolci e caramelle.
E’ un onore, per me, avere ospite in questa rubrica un personaggio come Roberta Cirillo di applecaffe.net. Ci eravamo già incontrate subito dopo il mio matrimonio e spero di avere ancora occasione per poter collaborare con lei, dato che seguo il suo sito da molto tempo e mi ritrovo molto nelle sue risposte. Ma passiamo alla chiaccherata con Roberta… Inizia parlandoci di te, che donna, madre e lavoratrice sei?
Ma 3 domande in una? Non vale! Sono una donna dominata da passione, istinto e sentimento, una madre che oltre a dare tanto affetto ne ha altrettanto bisogno, una lavoratrice che vorrebbe che le giornate durassero 50 ore, perché quando inizia a fare una cosa non riesce a fermarsi finche non e’ perfetta. Un aspetto molto importante e’ quanto mi sento gratificata quando qualcuno mi ringrazia col cuore, sinceramente, per averlo aiutato a risolvere un problema o per avergli insegnato qualcosa che riteneva difficile capire.
Ci descriveresti la tua attività lavorativa?
Dipende da quale! Ok fermo restando che quella del blog, non essendo un’attività a scopo di lucro no la ritengo lavorativa ma “di piacere”, le mie attività partono dalla produzione video professionale (regia e montaggio video dal vero o in animazione 3D) e arrivano fino alla grafica, fotografia, e Web Design. Non mi chiedete perché, sarebbe una storia troppo lunga, lo dico per voi… Diciamo che dalla mia prima vera passione, (regia e montaggio video) mi sono dovuta “adattare” e re-inventare continuamente, sia per restare al passo coi tempi, sia per non rimanere col seder.. Ops, fondoschiena per terra quando e’ iniziata la crisi e il mondo dello spettacolo e’ andato più in malora di prima, sia perché tra la carriera e la famiglia HO SCELTO LA FAMIGLIA e con sommo piacere, specie quando mi hanno diagnosticato una malattia irreversibile per la quale non avrei potuto avere figli e invece ne ho avuti 2: TIE’! Quale è il tuo rapporto con internet? Pensi che internet e i social media possano essere un valido aiuto per noi mamme?
Internet e’ ormai diventato una sorta di estensione di me stessa, la possibilità di arrivare dove non posso farlo materialmente, raggiungere chi voglio raggiungere, farmi “sentire” senza allontanarmi dai miei cari. Ed e’ certamente un validissimo aiuto per le mamme di oggi, tanto che l’intera prima gravidanza, trascorsa nel letto di un ospedale, l’ho passata chattando su un forum di mamme davvero speciali: noimamme.it che mi hanno sempre supportato moralmente e dato consigli preziosi anche a livello pratico. Sei un’Apple Addicted e già per questo ti adoro: cosa ti ha spinto ad aprire il sito applecaffe.net? Come lo gestisci?
Grazie per l’”adoro” (allora lo vedi che e’ una cosa reciproca? Direbbe Furio…)
Mi ricollego al fatto di essere una donna che vive di passioni, e da’ tutto quello che ha in nome di esse. Sono cresciuta a pane e Mac, nell’ufficio di mio padre quando arrivarono i primi modelli di Macintosh nel 1985, io ero piccolina e mi divertivo a “giocare” con questi… Ero curiosa, mi piaceva vedere come le macchine rispondevano alle nostre idee, dando loro una forma. avevo 13 anni la prima volta che ho usato Photoshop, versione 1.2!! E dopo la laurea in cinema ho conseguito un dottorato, (Arti e scienze dello spettacolo, alla Sapienza) durante il quale abbiamo realizzato un’aula dove poter insegnare per la prima volta l’aspetto PRATICO della produzione cinematografica, L’EDITING VIDEO, per mezzo di 12 postazioni Mac (allora G4) con Final CUT Pro (allora 3.0). Insomma in quest’aula ho avuto il piacere di insegnare per la prima volta il video editing digitale con final CUT su sistemi Mac OS X a 33 studenti alla volta (cambiavano ogni 4 ore). Era bellissimo vedere il loro entusiasmo nell’imparare finalmente qualcosa di PRATICO e non solo la teoria dei libri. Per non parlare della loro gioia agli esami, la soddisfazione di concludere un percorso (li lasciavo creare un piccolo video in totale autonomia). Poi quel periodo ha avuto fine, dopo il conseguimento del dottorato, ma mi e’ sempre rimasto il desiderio di fare qualcosa di simile, quindi iniziai a scrivere sul blog (che all’inizio si chiamava “melaleggo”) PER ME STESSA, per dar sfogo a idee, pensieri, opinioni su questo mondo. E fregandomene del fatto che forse non mi avrebbe letto nessuno, ho iniziato a fare dei tutorial scritti e in video, spiegando in parole povere (a prova di bimbo dell’elementari) tanti aspetti del Mac, dei suoi software (anche final CUT) e poi dei dispositivi iOS. Ho Preso quindi il dominio di applecaffe.net (non so come mi sia venuta, forse perche’ amavo la mattina bere il caffe’ navigando su internet con il mio Mac). Incredibilmente, dopo 2 anni, abbiamo accumulato più di 4 MILIONI di visite. Insomma la cosa mi e’ sfuggita un po’ di mano, ma fa piacere ovviamente. Mi sono sempre occupata da sola del mio blog, avendo un carattere così personale era difficile mantenere la stessa forma con altri autori (essendo poi la maggior parte degli interessati all’argomento, uomini). Ma quest’anno ho trovato un validissimo aiuto che con il nickname di Skorpion partecipa spesso a dare non solo notizie ma anche animare e moderare i commenti dei lettori.
Come riesci a far convivere il tuo ruolo di madre con il tuo ruolo di lavoratrice?
Ammazzandomi e dormendo pochissimo. Perche’ quando i mii figli sono con me, voglio dar loro tutte le attenzioni che meritano, dunque mi assorbono moltissime energie.
Ma non cambierei nulla di quello che faccio. Come vedi la situazione delle madri (e più in generale delle donne) lavoratrici nel nostro Paese? C’è posto in Italia per le donne nel web?
In generale il posto delle donne in Italia, nel lavoro, specie se mamme, e’ assai limitato.
E non mi voglio dilungare in spiacevoli situazioni subite durante e dopo la gravidanza, in campo professionale, solo perché ho messo al mondo un figlio.
Sul web, forse, ci sono ancora speranze, finche’ non ci rovinano anche quello…
Ma alla fine il discorso e’ sempre quello: noi donne più degli uomini dobbiamo avere grinta e creatività per non arrenderci al cliché di 50 anni fa e rinunciare ad esprimerci professionalmente.
Riparte la rubrica (Mamme nel web). E’ il turno di Debora, l’ideatrice di mammeonline.net, una delle più grandi community italiane dedicate alla maternità e alla famiglia.
Ciao Debora: è un piacere averti qui, “ospite” del mio blog. Inizia parlandoci di te, che donna, madre e lavoratrice sei?
Sono una donna che si è innamorata appassionatamente del web non appena ne ha sentito parlare nel lontano 1995.
Nel 1996 sono entrata nella redazione di una delle prime reti civiche italiane, (continua…)
Dopo la pausa natalizia riprendiamo il nostro appuntamento con Mamme nel web, la rubrica che permette di conoscere più da vicino le mamme lavoratrici nel campo 2.0. Oggi sono molto contenta di presentarvi una mia omonima, Chiara, ideatrice del sito di e-commerce che seguo da tempo: “In viaggio con Leo” (e non fate il mio errore: Leo non è il nome del suo bambino )
Ciao Chiara, prima di tutto ti ringrazio per la tua disponibilità. Inizia parlandoci di te, che donna, madre e lavoratrice sei?
Oggi sono una mamma e una moglie felice, che ha deciso di cambiare la sua vita credendo nelle sue potenzialità, certa che l’unico modo per raggiungere i nostri sogni sia rimboccarsi le maniche e affrontare gli ostacoli a uno ad uno, senza guardarsi indietro e senza lasciarsi scoraggiare dalle mille difficoltà. Quando sono rimasta incinta (ormai più di 3 anni fa) ho iniziato a pensare che mi sarebbe piaciuto creare un qualcosa di mio, che potesse darmi soddisfazioni ed un sostegno economico, ma che mi aiutasse soprattutto a conciliare lavoro e famiglia; in quel periodo ero una manager nel settore del turismo, passavo ore in ufficio e viaggiavo spesso per lavoro. Ho subito capito che non avrei potuto continuare quella vita a lungo, quel tipo di impegno poco si conciliava con il mio nuovo ruolo di mamma…. (continua…)
Inizia parlandoci di te, che donna, madre e lavoratrice sei?
Sono una donna come per fortuna ce ne sono molte altre altrimenti mi sarei sentita davvero un pò troppo sui generis
A parte gli scherzi mi riferisco al fatto che leggendo la tua precedente intervista ad iPad Mama anche io come lei da bambina tutto pensavo tranne al mio futuro di mamma.
Nel mio caso sognavo qualcosa di più rocambolesco e a ripensarci ora quasi pazzesco….
Considera che sono nata negli anni ’70 perciò ho vissuto intensamente il periodo di film sulle Arti Marziale col conosciutissimo Bruce Lee (spero lo conosca anche tu Chiara altrimenti mi offendo!) e le saghe di manga Giapponesi come Goldrake (meraviglioso Actarus), Mazinga (in tutte le salse), Jeeg Robot, Starzinger, Capitan Harlock, Daitarn 3, Gundam e via dicendo fino all’ Uomo Tigre (di violenza quasi inaudita ahimè) per poi passare a Ken e le 7 stelle di Hokuto, affiancandoli a quelli un pò più romanzati e ‘delicati’ scoperti durante l’adolescenza come Lady Oscar, Georgie, (continua…)
Ciao Angela, grazie per aver partecipato alla rubrica Mamme nel Web. Parlaci di te, che donna, madre e lavoratrice sei? Sono una trentenne che non si è mai sentita nata per fare la mamma. Ci sono ragazze che sin dai tempi della scuola sapevano che si sarebbero sposate con l’abito bianco e che avrebbero avuto dei bambini… Io l’abito bianco non l’ho mai sognato… Sognavo di laurearmi, di andare in giro per l’Europa, di divertirmi e poi un giorno… beh, un giorno mi sarei innamorata e così è successo. Ho fatto tanta strada per poi innamorarmi di un’amico di infanzia con cui abbiamo deciso di andare a convivere… Poi un giorno ci siamo guardati e abbiamo sentito che era giunto il momento di pensare ad un bambino… Ci eravamo detti ” intanto proviamo” (continua…)
Ho deciso di inaugurare una nuova rubrica su questo blog, voglio parlare con le altre mamme che si occupano di web, internet e social media per lavoro (oltre che per passione). Chi sono? Cosa fanno? Come vivono la maternità? Se vuoi far parte di questa rubrica non esitare a contattarmi.
Prima di tutto ti saluto e ti ringrazio per la tua disponibilità. Inizia parlandoci di te, che donna, madre e lavoratrice sei?
Ma sai che questa è una domanda difficile?
Seguo l’ordine della domanda altrimenti mi perdo.
Sono una ragazza (donna mi fa sentire grande) piena di interessi divisa tra gli amici, il teatro, il blog, la lettura e mille progetti da realizzare.
Per quanto riguarda il lavoro non mi definirei una lavoratrice ma LA lavoratrice: non faccio mai ferie se non d’estate e quando le faccio è perchè mi obbligano.
E se è vero che tutti sono utili ma nessuno è indispensabile io credo che se lavoro bene l’azienda per cui lavoro ne beneficia e di conseguenza io mi garantisco il lavoro.
Metti poi che ho fatto il mio primo lavoro, in fabbrica a 15 anni, capirai che per me il lavoro è una condizione sine qua non.
E soprattutto cosa fondamentale quello che faccio lo faccio con passione.
Difficile dire che madre sono.
Non mi piace la definizione di madre imperfetta mi sembra che sia un modo troppo facile di giustificare eventuali mancanze. Ti posso dire cosa vorrei essere.
Una mamma che sappia contenere le frustrazioni di sua figlia (sembrerà strano ma studi scientifici e psicologici hanno dimostrato che i bambini attraverso il pianto manifestano la loro frustrazione (per intenderci la frustrazione di un bambino piccolo è la fame o il pannolino sporco) e soprattutto voglio insegnarle ad essere indipendente.
Solo Giada può rispondere a questa domanda e se le chiede “Mamma com’è?” lei risponde che sono bella e che mi ama tanto.
Direi che me la sto cavando. Di cosa ti occupi? Lavoro per un importante e-commerce italiano che da quattro anni è anche una casa editrice.
Ma non ti annoio con questo altrimenti sembro una che vuole fare pubblicità all’azienda per cui lavora. Quale è il tuo rapporto con internet?
Internet è un po’ lavoro, un po’ curiosità (se googli quello che cerchi trovi sempre la risposta che cerchi) ,rapporto interpersonali a distanza.
Diciamo che al pari della Nutella non potrei immaginare un mondo senza internet.
Solo in vacanza riesco a farne a meno senza difficoltà.
E poi posso dirlo? Sono google chrome dipendente. Cosa ti ha spinto ad aprire il tuo mom blog Baby a bordo? Come lo gestisci?
da quando avevo 16 anni mi avevano detto che non potevo avere figli e quando sono riuscita a rimanere incita mi è sembrato di avere una bella storia da raccontare.
Poi sul blog ho scoperto che avevo tante cose da raccontare, anche al di là della maternità, e diciamo che c’ho preso gusto.
Soprattutto il blog mi è servito per tracciare un segno e ricordarmi quali erano le mie priorità prima di diventare madre e cercare di farle conciliare tra loro.
Scrivo prevalentemente di sera, dopo che Giada si è addormentata. Come riesci a far convivere il tuo ruolo di madre con il tuo ruolo di lavoratrice?
Ti riassumo tutto in un unico punto: non ho il senso di colpa che accompagna gran parte delle mamme.
Vado a lavoro per il piacere di lavorare (perchè non saprei fare solo la casalinga) ma anche per necessità.
L’ho spiegato anche a mia figlia uno o due mesi fa.
Le ho detto che la mamma va a lavoro perchè servono i soldini per mangiare, per pagare le bollette, per comprare i vestitini a lei e anche qualche giocattolo. Uno dei miei post preferiti del tuo blog è Non sono una mamma part time. A tal proposito come vedi la situazione delle madri (e più in generale delle donne) lavoratrici nel nostro Paese? Diciamo che nel nostro Paese sono previste delle leggi a favore delle mamme lavoratrici che mi fanno solo il solletico.
Ci si lamenta della mancanza di asili nido ma io farei un discorso molto più ampio.
Riassumo in breve: la scuola materna pubblica chiude alle 16 (se ti va bene), io finisco di lavorare alle 17 quindi dovrei prendere o una baby sitter o pagare una scuola privata.
Ho scelto la seconda opzione perchè la baby sitter mi costerebbe molto di più.
Vogliamo parlare poi degli assegni familiari? Prendo 92€ al mese (non faccio cumulo con nessun altro reddito) vorrei che qualcuno mi spiegasse come ottimizzare questi soldi per far vivere una bambina un mese intero.
Forse per lo Stato vale il detto “dove mangiano due mangiano anche tre” Piccola curiosità: perché non sveli il tuo nome sul blog?
Ma l’ho svelato? Vabbè non proprio apertamente.
In realtà pochissime persono che conosco “realmente” sanno del blog.
In alcuni post è molto personale.
Quante mamme e figlie conosci che hanno nomi di gioielli?