How to be a geek mom

Diario di una mamma multitasking

Archive of ‘Riflessioni’ category

Come si tagliano i capelli ad un “vivace” bambino di un anno e mezzo?

Leonardo è un bambino oggettivamente molto carino: occhioni celesti, sempre sorridente, pelle che ha già preso un delizioso colorito e capelli castani chiari. Ma ecco, soffermiamoci sui capelli.

A luglio, dopo il battesimo, abbiamo preso il regola barba di Padreh e ci abbiamo dato dentro: taglio stile Chernobyl (cosa che ci ha fatto odiare/prendere per il culo da qualunque parente ed amico – N.d.A.). Però Leo, oltre a sembrare malato ed appena uscito da Auschwitz, ha passato un’estate con la testa fresca.

Ora i capelli sono ricresciuti, splendidi e lucenti. Un castano chiaro che al sole diventa un bel biondo. La frangetta comincia a battere sugli occhi ed i capelli dietro stanno diventando ricci “stile boccolo”, tanto che a volte sembra persino una bambina. Diciamo che inizia a sembrare un incrocio carino tra un Casaleggio pettinato, un Justin Bieber preadolescente e un’Ivana Spagna dei tempi d’oro di Easy Lady. Quando corre e suda, poverino, i capelli si bagnano subito.

Ora, io ho molti talenti, ma i capelli proprio non li so tagliare, da piccola radevo a 0 anche le Barbie. Ieri sera ho provato a dare una forbiciata ad un boccolo sopra le orecchie ma il risultato è stato veramente disastroso, stamattina mi vergognavo anche a portarlo al nido.

hair-stylist

In più c’è un leggerissimo problema: Leonardo ora non sta fermo nemmeno ad incatenarlo. Chi era con me sabato all’Invasione Digitale a Prato avrà notato che è un bambino “leggermente” vivace. Non si è fermato un attimo dalle 14,00 alle 19,00. Diciamo che ha corso (ovviamente urlando) come un indemoniato in tutti i musei che abbiamo visitato. Un vero invasore digitale.

Non saprei proprio come fare a tenerlo fermo per un taglio carino. Quindi chiedo aiuto a voi: come si tagliano i capelli ad un vivacissimo bambino di un anno e mezzo? Esistono parrucchieri per pupi che li sedano e li legano alla sedia? Perchè io proprio non so come fare.

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Più divento grande, più apprezzo il fatto di essere toscana

Io la fase “burrascosa” dell’adolescenza l’ho vissuta dopo i 20 anni. Sarà stato anche che a casa avevamo una situazione particolare ma sta di fatto che a 16 anni ero una ragazzina modello e a 20 ero un diavolo. Odiavo il posto in cui vivevo: questa piccola provincia toscana in cui tutti ti conoscono e sanno i fatti tuoi. Lo trovavo terribilmente insopportabile.

Ho vissuto per un po’ a Parigi: il posto più bello della terra (anche se The Queen Father non sarà d’accordo su questo punto). A Parigi avevo trovato la mia dimensione e mi sentivo, forse per la prima volta in vita mia, davvero v i v a.

Col passare degli anni, però, mi sono resa conto che non è il posto: sei tu. Non è il posto in cui vivi che ti rende felice, non è nemmeno la gente, e neanche il tempo atmosferico (anche se, ammettiamolo, quello aiuta e non poco…). Sei tu che vedi il bello che hai intorno, sei tu che ti relazioni in modo differente con la gente e il territorio perché stai meglio con te stessa e hai trovato la vera forma del quieto vivere. E magari quella piccola strada che fai 5000 volte al giorno e che prima odiavi, ora non ti sembra così male.

C’è chi, già prima di me, ha definito come mi sento adesso in modo perfetto e si tratta di Wonderland.

A un certo punto, invece che stare a guardare, ho deciso di fare.
Fare cose che prima non avrei mai fatto.
Cose che, se raccontate da altri, avrei invidiato.
Hanno funzionato: sono diventate una catena di eventi, il primo passo, la scintilla.
Che chi vive nell’immobilità non perdona. 
Poi ho iniziato a guardare con occhi che avevo dimenticato in un cassetto.

Vivo in Toscana e ora lo dico con orgoglio: vivo uno dei posti più belli del mondo.

prato

Con la bella stagione (sia lodata!) ho ripreso a camminare/correre ed il posto dove preferisco arrivare è il lago dietro casa nostra. Ne ho parlato per Quinny, ed è un posto incantevole. Tante volte non ci si guarda intorno, ci sono posti a cui siamo talmente abituati che ci passiamo davanti senza voltarsi, ma in questi giorni di clima finalmente primaverile ne vale davvero la pena.

lago

Il bello della Toscana è che un giorno puoi fare un pic-nic sotto un castello, la sera visitare una città d’arte (abito a 20 minuti da Firenze e Arezzo e ad una quarantina di minuti da Siena) e magari la domenica ci scappa anche una giornata al mare.

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Probabilmente nella mia vita precedente dovevo essere una pianta. A me il sole fa davvero bene.

Buona primavera a tutti.

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Come è nato l’hashtag #twittamibeautiful

E’ successo che in maternità (prima dell’arrivo del pupo) mi sono annoiata tantissimo. Sono una che deve avere sempre 5000 cose da fare contemporaneamente e l’idea di stare ferma ad aspettare qualcosa era per me devastante.

Era estate, il caldo era insopportabile ed io stavo in casa a guardare tanta, tanta, tanta tv: e così mi sono ri-appassionata a Beautiful.

Ma facciamo un passo indietro: Beautiful l’ho visto da sempre, da quel 1990 in cui avevo 6 anni e io e mia mamma lo guardavamo su Rai2 all’ora di pranzo. C’era Ridge che si spupazzava sia Brooke che Caroline (pace all’Anima sua), la Spectra andava alla grande e Stephanie aveva il suo famoso e rigidissimo caschetto biondo.

Crescendo l’ho sempre guardato, e quando me lo perdevo rimanevo aggiornata con la trama su TV Sorrisi & Canzoni Erano gli anni in cui Taylor moriva, tornava, moriva di nuovo e ritornava, Rick si sposava la sua babysitter e Sheila sparava alla gente. Ma non ero una fanatica come adesso.

Torniamo all’estate del 2011, una delle più calde del secolo. Io, incintissima, alle 13,40 ho un appuntamento fisso che si chiama Beautiful. Da allora ne sono totalmente dipendente: è il periodo in cui Brooke si fa su un terrazzo Oliver, il fidanzatino delle figlioletta Hope, improvvisamente cresciuta. Ridevo come una matta.

Comincio a parlarne su twitter e scopro molte altre (ed altri) appassionati alle avventure dei Forrester e alla follia degli sceneggiatori della soap. Io,@Atrebor78 e @ChiariDaCol iniziamo a commentare con l’hashtag #beautiful ma, purtroppo, scopriamo che i nostri tweet si perdono tra elogi inglesi e bimbeminkiate. Come fare? Ci serve qualcosa di più specifico.

Ed ecco che mi viene: #twittamibeautiful!

In pochi giorni la cosa prende piede e sono decine le persone che tra le 13,40 e le 14,05 si fanno vive. Creiamo anche un account “ufficiale” a cui le persone possono chiedere riassunti, delucidazioni sulla trama e critiche sull’abbigliamento (@Atrebor78 è un database vivente) e poi un tumblr, in cui i tweet vengono archiviati. Inoltre l’hashtag è utilissimo a chi non è davanti alla tv.

Leonardo è nato, ma ogni giorno mi ritaglio quei 20 minuti tutti per me in cui stacco il cervello e mi godo tutti gli scandali di L.A. (anche se il digitale terrestre ogni tanto mi tradisce).

Buona visione!

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Felicità, tempo libero e primavera: sia benedetto l’asilo nido

Prima di tutto avrei bisogno che premiaste il bottone play qui sotto.

Sarà che oggi è il 21 marzo, sarà il raggio di sole che mi batte sul braccio e mi riscalda lo spirito, ma oggi sono proprio felice.

Eppure la giornata mondiale della felicità era ieri, non oggi.

Leo è all’asilo ed è una sensazione meravigliosa. Sono stata criticata dai miei per avercelo mandato, più che altro perchè è il più piccolo della sua classe. Lui non ha neanche un anno e mezzo ed è insieme a bambini di 2 anni ed anche 2 e mezzo. Questo per loro è un problema mentre per me è un vantaggio, è uno stimolo. E poi sarà sempre il più piccolo, dato che è nato a fine anno. Che ci posso fare?

A parte un po’ di pianto iniziale quando ce lo lascio, lui al nido ci sta proprio bene: gioca, canta, ascolta storie e si diverte tanto con gli altri bambini. Ho notato subito, anche a casa, un gran cambiamento dato che è molto più tranquillo e rilassato. Lì ha degli stimoli che qui con me non avrebbe. Anzi, qui eravamo nervosi entrambi.

Ora apprezzo molto di più il tempo che passiamo insieme. Tempo: ecco la parola del giorno.

time

Mi sono riappropriata del mio tempo ed è fantastico. Riesco a fare tutto ora in quelle 2 mattine libere che ho: sono stata posseduta dal sacro fuoco della casalinga ed ho pulito tutta casa. Inoltre ho molto più tempo per lavorare e scrivere (cosa assolutamente non facile con un bambino per casa e, tral’altro, geloso del computer).

Sono persino riuscita a fare un dolce e a tornare dall’estetista. Incredibile.

Dopo vado a prenderlo all’asilo con la bicicletta (intanto voi godetevi il resto della canzone).

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#geekgoestolondon: ciao, io vado a Londra

Non mi è mai piaciuto il San Valentino e fortunatamente non lo abbiamo mai festeggiato perché il P.d.C. è nato il 17 febbraio ed i compleanni sono molto più belli di queste festicciole. Quest’anno son 33: sta decisamente invecchiando :D

Un mesetto fa abbiamo trovato un’offerta imperdibile su Ryanair e ci siamo regalati un viaggio a Londra: sabato mattina partiamo, non vedo davvero l’ora.

london

Si tratta solo di una notte ma i voli sono molto comodi dato che partiamo il mattino prestissimo da Pisa e torniamo domenica sera tardi. Se si trattava di arrivare sabato tipo a mezzogiorno e tornare a casa alle 18 del giorno dopo non ne valeva la pena, ma così i giorni sono pieni e sarà bellissimo. Dormiremo all’EasyJet Earl’s Court. Spendiamo 49sterline in 2, una sciocchezza. Ho già provato l’EasyHotel a Berlino e l’adoro: staff gentilissimo, camere pulite, ottima posizione e wi-fi.

Il pupo, ovviamente, a casa e non mi sento minimamente in colpa. Poi mica lo lascio in mezzo ad una strada: i nonni si stanno già scannando per i turni per tenerlo. Ne abbiamo bisogno sia singolarmente che come coppia. Siamo decisamente stressati in questo periodo ed abbiamo bisogno di un po’ di tempo solo per noi, ci farà sicuramente bene. Ne torneremo rigenerati come da quei miseri 3 giorni di viaggio di nozze a Parigi d’agosto.

Un pò mi rode perché mi perderò le seguenti cose:

  • BlogForCare al Meyer di Firenze
  • La finale di Sanremo, più che altro per commentarla in diretta su twitter (a tal proposito i miei hashtag preferiti sono 3: #sanremo2013, #mammeasanremo e #sanctusremus)
  • il concerto di Ludovico Einaudi al Verdi di Firenze
  • il corto di Maggie di domenica sera su SkyCinema e lo speciale su Freddy Mercury, ma quelli col MySky si registrano :D

Sono già stata a Londra e mi rendo conto che 2 giorni sono pochissimi per riuscire a fare qualcosa di decente ma non mi importa. Credo che mi dedicherò allo shopping stavolta. Parto col trolley vuoto con l’idea di riportarlo strapieno. So che anche Domitilla partirà sabato mattina. Spero in un thè e pasticcini (o dello shopping selvaggio da Primark) con lei e Wonderland, ma la vedo dura, durissima. Vi faremo sapere…

Qualche suggerimento per la visita?


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“Perchè hai un blog? Mica ti pagano!”

Già un paio di volte mi sono sentita fare questa domanda “Perchè lo fai? Ma scrivi gratis?

Sì, scrivo gratis, e scrivo perchè mi piace. Adoro raccontare i fatti miei, adoro smanettare con la grafica, adoro trovare aggeggi ridicoli per bambini. Adoro leggere i blog degl’altri (anche se sono una che commenta poco, l’ammetto) e condividere esperienze. Perchè c’è sempre chi c’è passato prima di me, in ogni situazione. Mi rilassa e mi aiuta, tantissimo.

Se dobbiamo fare questa domanda a chi tiene un blog bisogna farla anche a chi disegna, gioca a calcetto il mercoledì sera, fa dolci, ricama, fa la maglia o va a correre. Perchè lo fai? Perchè la vita non è fatta solo di lavoro, soldi, compensi equi e dare-avere: la vita è fatta anche di passioni, voglia di fare, soddisfazioni personali e piccoli piaceri.

Concludo questo breve (e un po’ banale) post con una canzone meravigliosa:

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Cose che ho imparato da quando sei arrivato

Ho imparato che non era come me l’aspettavo (e non è necessariamente un male);
Ho imparato che prima vieni tu e poi vengo io, ma ho anche imparato che ogni tanto vengo pure prima io;
Ho imparato che la casa sarà un disastro 6 giorni su 7 ed ho imparato allegramente a fregarmene;
Ho imparato che un bambino va sempre tenuto occupato se non si vuole rischiare l’esaurimento nervoso;
Ho imparato che in auto si canta;
Ho imparato che c’è vita sociale dopo la gravidanza ed ho imparato che gli amici non cancellano il tuo numero di telefono dopo il parto;
Ho imparato a camminare curva per tenerti la mano;
Ho imparato a cucinare meglio, ma non faccio miracoli;
Ho imparato un sacco di canzoncine stupide;
Ho imparato a mettere da parte il sabato sera, ma non è che la cosa mi dispiaccia più di tanto;
Ho imparato che si può vivere anche dormendo 6 ore a notte;
Ho imparato che una mamma felice e soddisfatta cresce figli felici e soddisfatti;
Ho imparato a ottimizzare i tempi in modo fantastico;
Ho imparato a fare almeno 5 cose alla volta e tutte benissimo;
Ho imparato che il primo pannolino del mattino verrà buttato 5 minuti dopo averlo messo, perchè adori farla nel pannolino pulito;
Ho imparato a regolare gli impegni in base ai sonnellini,

e infine, almeno per ora, ho imparato a prendermi cura di un altro essere umano ma, sopratutto, ho imparato a prendermi più cura di me.

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Primi passi & fatti miei

Marito e pupo dormono, io di pomeriggio non ce la faccio proprio. Anche se ho un sonno cane, è domenica e piove non ce la faccio a stare senza far niente. Ho rimesso a posto la camera del pupo e tra un po’ giocherò a Assassin’s creed III, gioco che all’inizio non mi entusiasmava (senza il mio adorato Ezio Auditore mi sento una donna persa) ma che è riuscito a prendermi.

Come noterete ho cambiato la grafica al blog, così mi piace molto di più. E’ minimal come piace a me. E’ ancora un pochino da “personalizzare” ma la strada sembra giusta. Vi chiedo, a questo proposito, di dirmi la vostra opionione:

Grafica nuova del blog: ti piace?

  • Very good! (77%, 17 Votes)
  • No, fa schifo, cretina! (9%, 2 Votes)
  • Ah non me ne ero neanche accorto/a, figuriamoci... (9%, 2 Votes)
  • Carina, ma mi è indifferente: sono una persona seria e non mi interessa la grafica ma il contenuto. (5%, 1 Votes)

Total Voters: 22

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Comunque, torniamo a noi, c’è una cosa molto importante da dire: LEO HA IMPARATO A CAMMINARE. Il passo è ancora un po’ incerto (sembra un’anatra che ondeggia) e si stanca facilmente, ma ci siamo. Cammina e ora ci vorranno 2000 occhi, però sono molto contenta, mi sono quasi commossa. Quasi eh…

Che altro? Ah, abbiamo messo il telefono fisso a casa. Nonostante che io e il P.d.C. (padre della creatura N.d.R) siamo entrambi possessori di iPhone, viviamo nel triangolo delle Bermuda e a casa nostra è impossibile telefonare, ricevere chiamate e/o SMS (idem la radio e internet, ci siamo dovuti arrangiare con Sky e l’antenna sul tetto): prima ci riuscivamo mettendo i telefoni in una certa sistematica posizione sulla lavastoviglie ma ora la linea è sparita anche da lì e ci siamo trovati costretti a mettere il telefono Telecom, una rottura di palle inevitabile. Quindi parenti e amici sono avvisati…

E ora un po’ di comunicazioni di servizio:

  • su La Cynique Romantique potete trovare un articolo sul mio negozino Etsy, ve lo consiglio;
  • ho tagliato i capelli: ora sono (quasi) bionda e con la frangia. Punto a un taglio di capelli alla Zooey Deschanel ma la strada è ancora molto lunga…

Approfitto di questo post “alla ca##um” per fare 2 auguri speciali, simili tra loro tra l’altro. Il primo è dedicato alla mia adorata mammajewel, che ora è “waiting” nel vero senso della parola e ci ha dato una notizia che mi ha fatto commuovere, come se a darmela fosse stata un’amica che conosco da anni. Il secondo augurio va alla Ninacerca, con la speranza che tra pochissimo possa darci una notizia come quella che avete letto 3 righe fa. Tutti qui incrociamo le dita per te e i tuoi Ninetti.  Vi abbraccio entrambe, ma non troppo forte, che non si sa mai…

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