Domenica prossima sarà la Festa della mamma. Io il regalo me lo sono fatta da sola dato che, grazie ad un coupon, mi sono regalata una splendida mattinata solo per me [ovverosenzamaritoesenzapupo] alla Galleria degli Uffizi ed al Corridoio Vasariano. Non vedo l’ora. Il Corridoio Vasariano sarà sogno che si avvera, sul serio.
Per chi non ha ancora le idee chiare, ecco un piccolo elenco di cosa una geekmom potrebbe gradire per la sua festa (anche se, nella maggior parte dei casi, basterebbe solo aiutarla a pulire il bagno o portare via la spazzatura…):
Se ci penso non ci credo ancora. Per me, che lavoro fino al sabato sera alle 20, l’idea di avere una “quasi settimana” di ferie così, improvvisamente, è un sogno. Padreh no, lui fa l’insegnante (a proposito: si è aperto il suo blog, lo state seguendo?) e in quel periodo non è disponibile quindi approfitterò di quei giorni e partirò da sola col mio pupetto anche se ancora non so per dove.
Sinceramente volevo evitare la classica pensione completa ed avrei voglia di qualcosa di più particolare (anche se, ovviamente, non potrò visitare nemmeno uno di questi posti…).
Considerando che
il pupo al momento della partenza avrà 19 mesi;
siamo soli;
abbiamo bisogno delle comodità tipiche di un bambino di 19 mesi (cambio, cibo, nanna…);
il budget è piuttosto limitato.
Cosa ci consigliate?
Ho già chiesto un po’ di info a Silvia di Trippando e mi ha fatto pensare seriamente all’opzione Elba…
Qualunque sia il posto non vedo l’ora. Ho proprio bisogno di questa esperienza da sola con lui ed ho anche voglia di partire per OVUNQUE.
PS: se dico a Padreh che voglio andare a Londra o Parigi col pupo si arrabbierà?
Leonardo è un bambino oggettivamente molto carino: occhioni celesti, sempre sorridente, pelle che ha già preso un delizioso colorito e capelli castani chiari. Ma ecco, soffermiamoci sui capelli.
A luglio, dopo il battesimo, abbiamo preso il regola barba di Padreh e ci abbiamo dato dentro: taglio stile Chernobyl (cosa che ci ha fatto odiare/prendere per il culo da qualunque parente ed amico – N.d.A.). Però Leo, oltre a sembrare malato ed appena uscito da Auschwitz, ha passato un’estate con la testa fresca.
Ora i capelli sono ricresciuti, splendidi e lucenti. Un castano chiaro che al sole diventa un bel biondo. La frangetta comincia a battere sugli occhi ed i capelli dietro stanno diventando ricci “stile boccolo”, tanto che a volte sembra persino una bambina. Diciamo che inizia a sembrare un incrocio carino tra un Casaleggio pettinato, un Justin Bieber preadolescente e un’Ivana Spagna dei tempi d’oro di Easy Lady. Quando corre e suda, poverino, i capelli si bagnano subito.
Ora, io ho molti talenti, ma i capelli proprio non li so tagliare, da piccola radevo a 0 anche le Barbie. Ieri sera ho provato a dare una forbiciata ad un boccolo sopra le orecchie ma il risultato è stato veramente disastroso, stamattina mi vergognavo anche a portarlo al nido.
In più c’è un leggerissimo problema: Leonardo ora non sta fermo nemmeno ad incatenarlo. Chi era con me sabato all’Invasione Digitale a Prato avrà notato che è un bambino “leggermente” vivace. Non si è fermato un attimo dalle 14,00 alle 19,00. Diciamo che ha corso (ovviamente urlando) come un indemoniato in tutti i musei che abbiamo visitato. Un vero invasore digitale.
Non saprei proprio come fare a tenerlo fermo per un taglio carino. Quindi chiedo aiuto a voi: come si tagliano i capelli ad un vivacissimo bambino di un anno e mezzo? Esistono parrucchieri per pupi che li sedano e li legano alla sedia? Perchè io proprio non so come fare.
La lista d’attesa è lunghissima (almeno fino a agosto) ma il risultato finale deve essere davvero carinissimo. I set sono composti da uno, due, tre, quattro o anche cinque membri della famiglia.
L’idea è carina per un regalo o per un bel ricordo. Si forniscono all’Autrice i ritratti, le indicazioni sui vestiti ecc ecc…
Le bambole “adulte” misurano circa 6 centimetri di altezza. Sono disegnate e colorate a mano con pennarello, inchiostro e matita colorata.
Non costa pochissimo (30$ a personaggio) ma l’idea è davvero deliziosa (anche se, nel mio caso, rimarrà purtroppo solo un desiderio…)
BunnyHouse è una scatoletta porta ovetti di cioccolata facilissima da costruire. La scritta è in francese (qui ci tocca essere pure francofoni dato il papà professore, scusateci ), ma il coniglietto è carinissimo: lo potete usare anche come decorazione per la casa e il giardino.
Tutto quello di cui avete bisogno è
una stampante;
fogli A4;
forbici o taglierina (in questo caso attenti ai bambini);
E’ successo che in maternità (prima dell’arrivo del pupo) mi sono annoiata tantissimo. Sono una che deve avere sempre 5000 cose da fare contemporaneamente e l’idea di stare ferma ad aspettare qualcosa era per me devastante.
Era estate, il caldo era insopportabile ed io stavo in casa a guardare tanta, tanta, tanta tv: e così mi sono ri-appassionata a Beautiful.
Ma facciamo un passo indietro: Beautiful l’ho visto da sempre, da quel 1990 in cui avevo 6 anni e io e mia mamma lo guardavamo su Rai2 all’ora di pranzo. C’era Ridge che si spupazzava sia Brooke che Caroline (pace all’Anima sua), la Spectra andava alla grande e Stephanie aveva il suo famoso e rigidissimo caschetto biondo.
Crescendo l’ho sempre guardato, e quando me lo perdevo rimanevo aggiornata con la trama su TV Sorrisi & Canzoni Erano gli anni in cui Taylor moriva, tornava, moriva di nuovo e ritornava, Rick si sposava la sua babysitter e Sheila sparava alla gente. Ma non ero una fanatica come adesso.
Torniamo all’estate del 2011, una delle più calde del secolo. Io, incintissima, alle 13,40 ho un appuntamento fisso che si chiama Beautiful. Da allora ne sono totalmente dipendente: è il periodo in cui Brooke si fa su un terrazzo Oliver, il fidanzatino delle figlioletta Hope, improvvisamente cresciuta. Ridevo come una matta.
Comincio a parlarne su twitter e scopro molte altre (ed altri) appassionati alle avventure dei Forrester e alla follia degli sceneggiatori della soap. Io,@Atrebor78 e @ChiariDaCol iniziamo a commentare con l’hashtag #beautiful ma, purtroppo, scopriamo che i nostri tweet si perdono tra elogi inglesi e bimbeminkiate. Come fare? Ci serve qualcosa di più specifico.
In pochi giorni la cosa prende piede e sono decine le persone che tra le 13,40 e le 14,05 si fanno vive. Creiamo anche un account “ufficiale” a cui le persone possono chiedere riassunti, delucidazioni sulla trama e critiche sull’abbigliamento (@Atrebor78 è un database vivente) e poi un tumblr, in cui i tweet vengono archiviati. Inoltre l’hashtag è utilissimo a chi non è davanti alla tv.
Leonardo è nato, ma ogni giorno mi ritaglio quei 20 minuti tutti per me in cui stacco il cervello e mi godo tutti gli scandali di L.A. (anche se il digitale terrestre ogni tanto mi tradisce).
Io e Leo (pure il Padreh dai ) siamo ufficialmente QuinnyCasters per Quinny Italia. Leggerete le nostre avventure e vedrete le nostre sfide sulla pagina Facebook di Quinny.
Testeremo il Quinny Yezz, che è già arrivato ed è fantastico. Finalmente mi entra un passeggino in macchina ma di questo ve ne parlerò più avanti… stiamo preparando delle cose molto divertenti.
PS: i QuinnyCasters sono, ovviamente, anche su Twitter e su Instagram. Enjoy!
Prima di tutto avrei bisogno che premiaste il bottone play qui sotto.
Sarà che oggi è il 21 marzo, sarà il raggio di sole che mi batte sul braccio e mi riscalda lo spirito, ma oggi sono proprio felice.
Eppure la giornata mondiale della felicità era ieri, non oggi.
Leo è all’asilo ed è una sensazione meravigliosa. Sono stata criticata dai miei per avercelo mandato, più che altro perchè è il più piccolo della sua classe. Lui non ha neanche un anno e mezzo ed è insieme a bambini di 2 anni ed anche 2 e mezzo. Questo per loro è un problema mentre per me è un vantaggio, è uno stimolo. E poi sarà sempre il più piccolo, dato che è nato a fine anno. Che ci posso fare?
A parte un po’ di pianto iniziale quando ce lo lascio, lui al nido ci sta proprio bene: gioca, canta, ascolta storie e si diverte tanto con gli altri bambini. Ho notato subito, anche a casa, un gran cambiamento dato che è molto più tranquillo e rilassato. Lì ha degli stimoli che qui con me non avrebbe. Anzi, qui eravamo nervosi entrambi.
Ora apprezzo molto di più il tempo che passiamo insieme. Tempo: ecco la parola del giorno.
Mi sono riappropriata del mio tempo ed è fantastico. Riesco a fare tutto ora in quelle 2 mattine libere che ho: sono stata posseduta dal sacro fuoco della casalinga ed ho pulito tutta casa. Inoltre ho molto più tempo per lavorare e scrivere (cosa assolutamente non facile con un bambino per casa e, tral’altro, geloso del computer).
Sono persino riuscita a fare un dolce e a tornare dall’estetista. Incredibile.
Dopo vado a prenderlo all’asilo con la bicicletta (intanto voi godetevi il resto della canzone).