How to be a geek mom

Diario di una mamma multitasking

Archive of ‘TV’ category

“Pensa, Belen, ci sono donne che hanno fatto figli prima di te.”

Lettera di Selvaggia Lucarelli a Belen Rodriguez:

“Cara Belen, intanto auguri per essere diventata mamma. Per usare una metafora a te cara un figlio è come un tatuaggio, è per sempre – riporta Gossipblog – col laser potrai cancellare giusto De Martino quando ti sarà passata l’infatuazione e ti sarai accorta di come si pettina. Belen, amica mia, c’è una notizia che devo darti. Ci sono cose che hai solo tu, le chiappe sode dure come il granito rosa, la bocca imbronciata, lo sguardo da cerbiatto che si è perso nel bosco e quello da maliarda che si è persa le mutande a seconda del momento.Ma c’è una cosa, Belen, che la natura ha regalato anche a noi, la capacità di figliare. Pensa, Belen, ci sono donne che hanno fatto figli prima di te. Non è vero che hai fatto un parto da manuale, come ha detto il medico. Hai partorito come tutti, due spinte, un po’ di sano turpiloquio in argentino, niente di trascendentale.


Poi abbiamo allattato anche noi, Belen. Ma a quattro giorni dal parto con il latte che sgorga a fiotti come la fontana di Piazza di Spagna la tetta al pupo gliela diamo a casa. Possibile che tu lo debba fare a Porta Venezia, con 16 fotografi che immortalano la poppata? Guarda che, se il latte a sto pupo glielo dai in salotto, Signorini ci arriva lo stesso alla fine del mese. E poi Belen magnate qualcosa, ciuccia del sale grosso, fatti venire un po’ di ritenzione idrica perché è inammissibile che gli short stiano meglio a te a quattro giorni dal parto che a mia nipote a quattro giorni dal 15esimo compleanno.
Un’altra cosa, Belen. E manda Stefano a lavorare, forza, dai. Anche noi l’abbiamo fatto con qualcuno ’sto figlio, ma non è che ce lo siamo tenuti a casa a disinfettare il biberon e il microonde. E su, un po’ di sana e banale riservatezza. L’esclusiva sul suo primo dentino te la devi aggiudicare tu, nel silenzio di casa tua, non Diva e donna.
Occupati dell’unica copertina che conta, quella di cotone con le iniziali del pupo, lascia stare per un po’ quelle di Chi. Che tanto, Belen, dì una cosa a noi donne, che possa alleviarci la pena di essere così banalmente normali. Dicci che ti è venuta una smagliatura e noi ti perdoneremo la copertina su Di Più. Vabbè quella di Di Più no, quella di Oggi”.

belen-e-stefano-coccolano-santiago

Related posts:

Esperienza Italia150
Allattamento 2.0
Tutine per bambini nerd

Come è nato l’hashtag #twittamibeautiful

E’ successo che in maternità (prima dell’arrivo del pupo) mi sono annoiata tantissimo. Sono una che deve avere sempre 5000 cose da fare contemporaneamente e l’idea di stare ferma ad aspettare qualcosa era per me devastante.

Era estate, il caldo era insopportabile ed io stavo in casa a guardare tanta, tanta, tanta tv: e così mi sono ri-appassionata a Beautiful.

Ma facciamo un passo indietro: Beautiful l’ho visto da sempre, da quel 1990 in cui avevo 6 anni e io e mia mamma lo guardavamo su Rai2 all’ora di pranzo. C’era Ridge che si spupazzava sia Brooke che Caroline (pace all’Anima sua), la Spectra andava alla grande e Stephanie aveva il suo famoso e rigidissimo caschetto biondo.

Crescendo l’ho sempre guardato, e quando me lo perdevo rimanevo aggiornata con la trama su TV Sorrisi & Canzoni Erano gli anni in cui Taylor moriva, tornava, moriva di nuovo e ritornava, Rick si sposava la sua babysitter e Sheila sparava alla gente. Ma non ero una fanatica come adesso.

Torniamo all’estate del 2011, una delle più calde del secolo. Io, incintissima, alle 13,40 ho un appuntamento fisso che si chiama Beautiful. Da allora ne sono totalmente dipendente: è il periodo in cui Brooke si fa su un terrazzo Oliver, il fidanzatino delle figlioletta Hope, improvvisamente cresciuta. Ridevo come una matta.

Comincio a parlarne su twitter e scopro molte altre (ed altri) appassionati alle avventure dei Forrester e alla follia degli sceneggiatori della soap. Io,@Atrebor78 e @ChiariDaCol iniziamo a commentare con l’hashtag #beautiful ma, purtroppo, scopriamo che i nostri tweet si perdono tra elogi inglesi e bimbeminkiate. Come fare? Ci serve qualcosa di più specifico.

Ed ecco che mi viene: #twittamibeautiful!

In pochi giorni la cosa prende piede e sono decine le persone che tra le 13,40 e le 14,05 si fanno vive. Creiamo anche un account “ufficiale” a cui le persone possono chiedere riassunti, delucidazioni sulla trama e critiche sull’abbigliamento (@Atrebor78 è un database vivente) e poi un tumblr, in cui i tweet vengono archiviati. Inoltre l’hashtag è utilissimo a chi non è davanti alla tv.

Leonardo è nato, ma ogni giorno mi ritaglio quei 20 minuti tutti per me in cui stacco il cervello e mi godo tutti gli scandali di L.A. (anche se il digitale terrestre ogni tanto mi tradisce).

Buona visione!

Related posts:

Che notte
Il tiralatte
L'organizer per la borsa e il vincitore del giveaway

Di donne, uomini e violenza

Mi è capitato, giorni fa in un negozio, di assistere ad una scena raccapricciante.

Nel negozio entra una ragazza, bella. Bella davvero, di quelle che ti volti a guardarle. Era una giornata calda e lei, che poteva permetterselo, aveva un bel paio di stivali alti, calze e shorts. Stava da Dio. Educatissima, prende quel che deve, paga, ringrazia e se ne va.

Un decimo di secondo dopo che ha chiuso la porta, un uomo sulla settantina esclama: badala lì! E poi le si lamentano che le ‘hiudano un angolo e gli fanno icche vogliono! [traduco per i non toscani: guarda quella! E poi le donne si lamentano che le chiudono in un angolo e le violentano!]

E un altro, molto più giovane risponde con tono dispregiativo: sie! Ma icche le si lamentano! E gli garba a quelle lì! [traduz: Non si lamentano mica, gli piace!]

Io sono rimasta basita, ma ho sbagliato. Avrei dovuto prendere il coraggio a quattro mani ed esclamare: ma se un discorso del genere lo facessero su vostra madre, su vostra sorella, su vostra figlia o su vostra moglie? Avreste sempre quel tono da “so tutto io”?

donne

Il giorno di Natale, un parroco a Lerici ha appeso un volantino scritto da Pontifex in cui rimproverava alle donne di essere loro la causa di violenze e femminicidio, dato che

“sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni esistenti”

“ragazze e anche signore mature” che girano per strada “in vestiti provocanti e succinti”. E che così provocano “gli istinti peggiori”: “se poi si arriva anche alla violenza o all’abuso sessuale, facciano un sano esame di coscienza: ‘forse questo ce lo siamo cercate anche noi’?”

Orribile, un concetto arcaico di una violenza terrificante. Un atto di accusa verso donne innocenti e un offesa per il genere maschile, incapace (secondo certi individui, anche quelli di cui ho parlato all’inizio) di autocontrollo come una bestia dominata da istinti primordiali.

Molti si difendono definendo certe parole “una semplice opinione“. No cari, queste non sono semplici opinioni: sono macigni. Un’accusa talebana lanciata proprio da chi dovrebbe essere il primo a tendere una mano al prossimo.

Carissimi, mi fate schifo. Ma è una semplice opinione, eh…

Related posts:

Cara Trenitalia
7 bisnonni
La top3 delle canzoni preferite del pupo

Cosa regalare ad un bambino geek per Natale

Dopo le idee per le ragazze (non solo mamme) appassionate di aggeggi tecnologici, ecco un post per chi deve fare un regalo ad un bambino geek. Il budget non è troppo elevato ma, in tutti i casi, tenete conto delle spese di spedizione (e, sopratutto, dei tempi: mancano solo 17 giorni a Natale).

 

 

Related posts:

App per il battito del bambino
Wishlist: il porta iPhone da passeggino.
"Chi ha twittato?" "Il pannolino, tesoro"

GeekDad Day

La terza domenica di Giugno negli Stati Uniti si celebra la Festa del Papà, quindi cadrà dopodomani, il 17. Fin qui nulla di straordinario, se non l’aver scelto una data laica e non la festa di San Giuseppe.

Wired USA però ha deciso di impossessarsi del Father’s Day e di farlo diventare il GeekDad Day. Grandioso! Una delle rare volte in cui vorrei poter essere americano.

Il noto giornale però non si è limitato a piantare una simbolica bandierina sulla festa, florilegio di brutte cravatte anni ’80 e dopobarba muschiati (continua…)

Related posts:

Quando la mamma è una Apple Fangirl
Gita a MammaCheBlog
Withings e la bilancia intelligente per pupi

Altre perle da Real TIme

Lenore Skenazy

Vi avevo già parlato delle perle televisive che offre Real Time. In questi giorni, per esempio,sono dietro alle pustole e alle verruche di Malattie Imbarazzanti, un capolavoro.

Ma il sabato all’ora di pranzo ho scoperto un’altra cosa assurda: prima c’è “Baby party esagerati“, un programma che ritengo addirittura offensivo. Si tratta di mamme fanatiche che spendono migliaia di dollari per la festa del pargolo (molto spesso bambine) e li ricoprono di trucchi, regali, gioielli… L’altro sabato una mamma ha speso 32500$ per una festa stile “Cleopatra” per la figlioletta di 5 anni. Inguardabile e diseducativo. Subito dopo c’è il capolavoro, “Mamme che amano troppo“. La protagonista è tale Lenore Skenazy, che è stata definita (non so da chi) “La madre peggiore del mondo” perchè ha permesso al figlio di 9 anni di girare da solo per la metro di NY (continua…)

Related posts:

Come la tecnologia aiuta a tornare in forma dopo il parto
La febbre, il Fedic e la pioggia...
Disintossicazione 2.0, ovvero: eppure c'era vita prima di Facebook

LEI Canale 127 di Sky Cerca famiglie per FAMILY SCHOOL con Francesca Valla

Ricevo ed inoltro

 

Vostro figlio è una piccola peste? Non ascolta i vostri richiami e rende il momento della pappa un vero incubo?

Se volete imparare a relazionarvi in modo nuovo con i vostri bambini e ritrovare l’equilibrio e l’armonia all’interno della vostra famiglia, vi basterà partecipare alla seconda edizione di Family School, il programma con Francesca Valla in onda su Lei (Canale 127 di Sky).

La notissima tata della tv, supportata da un’equipe di esperti, aiuterà i genitori a ritrovare il sorriso e la gioia di vivere insieme, per continuare quel percorso intrapreso dando alla luce il proprio figlio.

Vuoi partecipare a Family School?

Scrivi a infocasting@leitv.it.

Related posts:

"Non sapevo di essere incinta" su Real Time
Altre perle da Real TIme
Di donne, uomini e violenza

News dal corso preparto

Qualche settimana fa vi avevo già parlato del traumatico corso preparto. Ci sono stati altri 3 incontri (2 per me, uno l’ho saltato) e la situazione è leggermente migliorata (anche perchè non avrebbe potuto peggiorare…).

La settimana scorsa abbiamo parlato in modo più serio di tutto quello che riguarda la gravidanza, il parto e l’allattamento. Sono rimasta sconvolta dalla notizia che i primi 10 giorni dopo il parto bisogna tenersi il bambino praticamente attaccato al seno 24h su 24. EH??? E i parenti che vengono a trovarti/rompere le palle? E per uscire? E’ una schiavitù! Per i 2 mesi successivi ci possiamo “concedere” delle pause di ben mezz’ora. Sono allibita. Aggiungete a questo incontro i 35° della stanza, il puzzo di piedi di 6 donne gravide che a fine agosto si tolgono le sneakers, il quasi buio e mezz’ora di rilassamento et voilà: la dormita è assicurata.

Oggi è andata decisamente meglio. Prima di tutto niente musichina new age (che, non so voi, a me fa tutto tranne rilassarmi). Poi eravamo di più, non le solite 5 o 6. Si è parlato finalmente di PARTORIRE. Il motivo per cui ho mosso le chiappe per andare lì. L’ostetrica ha una specie di peluche del bambino, dell’utero e del sacco amniotico. A grandezza naturale. Posso assicurarvi che fa impressione. Ci ha praticamente mostrato cosa succede lì dentro nel momento clou: l’utero che si accorcia, la dilatazione, le spinte ecc ecc, e come comportarsi: la ritmicità del dolore, i tempi, quando andare in ospedale, quando non andarci, come rilassarsi, come aiutare il travaglio. Mi è servito molto perchè, l’ammetto, non ci avevo mai capito niente. Sono tornata a casa molto soddisfatta stavolta, sono contenta. Non vedo l’ora di vedere la faccia del geek dad quando dovrà venire anche lui :)

PS: ho chiesto all’ostetrica se fosse possibile NON accorgersi della gravidanza dato che ormai sono ossessionata da “Non sapevo di essere incinta“. La sua risposta è stata: se NON ci si accorge del movimento del bambino, della pancia e degli stati d’animo che la gravidanza comporta si hanno probabilmente problemi neurologici. Olè.

PPS: ho appena scoperto che esistono corsi preparto online, con lezioni scaricabili. Volevo darci un’occhiata, ma è a pagamento quindi no grazie. LINK

Related posts:

Musica per Ringo: no, Enya no, perfavore.
Roller Buggy: lo voglio!
Istruzioni per genitori principianti