Da quando non ho più un’auto

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È successo che dopo anni di corse sfrenate su e giù per la vallata, viaggi in treno estenuanti e pupo da sistemare da chiunque si sia creata una strana congiunzione astrale (chiamiamolo col suo nome: CULO) che ci permette di poter vivere tranquillamente con una sola auto. Anzi, ci sono giorni in cui l’auto non viene mai praticamente usata (salvo viaggi lunghi, emergenze, trasporto pupo). In pratica:

  • Il pupo va alla materna col pulmino, e guai se lo accompagni: si offende. All’inizio ero un po’ terrorizzata dall’idea di mandarlo e farlo tornare da solo dato che ha fatto adesso 3 anni, invece lui l’adora. Si sente indipendente: sale felice, parla con l’autista, si siede (sempre nello stesso posto) e saluta con la mano con sorrisone contagioso.
  • Padreh ha finalmente, dopo anni di boh quest’anno chissà dove mi tocca = 100km di distanza, un posto fisso a 4km da casa e ci va, il più delle volte, in motorino.
  • Io mi muovo essenzialmente in bici dato che 3/4 del percorso casa/lavoro sono piste ciclabili.

Ora, non vi sto dicendo: da domani vendete tutto e passate alle 2 ruote. Questa è la soluzione ideale per noi. Mi rendo conto che chi lavora lontano, ha figli da scarrozzare ecc ecc deve per forza muoversi in auto quando i mezzi pubblici non lo consentono.

Questa decisione ci sta portando diversi benefici

    1. Con una macchina in meno si risparmia, eccome! Tenete conto che io, non so per quale assurdo motivo, spendevo quasi 900€ l’anno di assicurazione. Aggiungete il bollo (150€), la benzina e tutte le cure che una macchina del 2006 ogni tanto richiede (solo un anno fa ho rimesso le gomme nuove e ho speso un sacco) > se vi serve un’auto è ancora in conto vendita presso il nostro meccanico. È perfettamente funzionante. L’abbiamo lasciata ferma lì così abbiamo potuto evitare di pagare la rata semestrale dell’assicurazione
    2. Perdo meno tempo per strada: quando vado in bici ci metto molto meno. Evito semafori, code, non sto mezz’ora a cercare parcheggio.
    3. Faccio minimo 18km al giorno tra andare e tornare. Ultimamente corro meno, ma tengo il corpo attivo. Perché, come dice quella santa donna di Panzallaria: “Quel che fa dimagrire è lo stile di vita, non la dieta“. Quando il tempo e il clima lo permettono allungo il percorso, anche perché ho fortuna di abitare in un posto magico e bellissimo per chi viaggia su 2 ruote.
    4. Non inquino.

Autunno toscano

Una foto pubblicata da Chiara Ferretti (@nouv84) in data: Nov 11, 2014 at 11:56 PST

Ammetto che con la mia bici ho un rapporto particolare. Quando in Italia non si parlava ancora di crowdfunding io me la ricomprai così, era il 2010 e fu fighissimo.

A chi mi chiede: ma come, vai in bici a lavoro anche quando piove? Rispondo: certo, non sono mica idrosolubile! Quest’estate siamo stati in vacanza in Scandinavia e tutti, specialmente a Copenhagen, giravano in bici con qualsiasi clima. Era una festa per gli occhi vedere le loro bici superaccessoriate per trasportare bambini/animali/la qualunque.

Ormai esco solo con uno zainetto Decathlon da 3,95€ che contiene

  1. Luci anteriori e posteriori che si ricaricano via USB
  2. Mantellina anti pioggia
  3. Coprisellino
  4. Scaldacollo, guanti (touch) e cappello
  5. Lucchetto
  6. Cavi ricarica

Adesso ho un nuovo obiettivo: dipingerla (anche se sogno di potermi permettere questa). Ma non ho idea di come si fa: vorrei trasformarla così:

BikeMakeover_4
Image Courtesy of Pinterest

Inoltre, sono iscritta ad un’associazione locale (ValdarnoInBici) così ho pure una RC.

Tutto questo pippone perché? Per dirvi che a volte siamo troppo schiavi dell’auto: quando sapevo di averla parcheggiata sotto casa la prendevo anche per andare al bancomat che è a 400m da qui, ora invece non mi faccio problemi a farmi 4km in bici per andare alla Coop a comprare il pane. E mi piace pure!

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