Altro che Hell’s Kitchen! Cronache di una cena iniziata male

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Dopo un sacco d’impegni, di rimandi, di contrattempi, abbiamo finalmente invitato a cena una coppia di cari amici che, qualche mese fa ci ha offerto una squisita cena a base di sushi fatto in casa. Siamo stati davvero molto bene ed era arrivato finalmente il momento di ricambiare. Padreh della Creatura si era sbizzarrito tra blog di cucina, siti specializzati e visioni intensive delle repliche di Masterchef, per trovare i piatti perfetti per fare una bella figura e ricambiare la scorpacciata di pesce fatta a casa loro. Alla fine il menu comprendeva:

  • Cheesecake salato al salmone
  • Vol au vent con crema al granchio
  • Maccheroncini al pettine con pesto alle zucchine  e gamberetti
  • Sauté di cozze allo zafferano
  • Ananas con riduzione al Vin Santo e panna montata

Sì, Padreh della Creatura se la cava in cucina, ed è un bene, perché se fosse per me vivremmo di caffè latte e biscotti. Ad ogni modo, la casa era uno specchio: avevamo passato la mattina a pulire da cima a fondo. Lui era stato tra i fornelli fin dal primo pomeriggio perché odia far aspettare le persone a tavola. Tutto era calcolato al centesimo di secondo.

Leo dal canto suo aveva capito l’antifona ed una mezzoretta prima della cena si era messo buono buono a guardare i suoi cartoni preferiti su Disney Channel. Troppo buono, a ripensarci ora, ma del senno di poi…

Suona il campanello. “Leo, dai, vieni a lavarti le mani!” Lui non si scompone troppo. Dà un colpo di tosse. Un secondo colpo di tosse. BLEARGH!

Ha vomitato, tipo fontana, tutto il pranzo. Sul divano. Su tutto il pavimento del soggiorno. Nel corridoio fino al bagno, dove invano l’ho portato di peso appena ho avuto il tempo materiale per accorgermi di quello che stava succedendo.

PsychoI nostri ospiti sono stati accolti sulla soglia di casa da una visione apocalittica, tipo Linda Blair ne L’Esorcista, con vomito ovunque, un bambino che piangeva in bagno, ed una puzza nauseabonda. “Scusate, siamo mortificati, ma Leo ha vomitato“. Padreh della Creatura li ha piazzati in un angolo pulito della cucina ed ha cominciato a correre avanti ed indietro per pulire il possibile, blaterando scuse incomprensibili e bestemmiando internamente in tutte le lingue che conosce. Io invece avrei voluto congedarli con un “Vi prego andatevene e non voltatevi indietroooo!“, ma dovevo pulire, cambiare e consolare la Creatura, che nel frattempo mi diceva ” ‘cusa mamma, io ho gomitato“.

Fortunatamente nel giro di dieci minuti tutto è tornato a posto, grazie ad un lavoro di squadra che, a differenza della cena, non era stato né calcolato, né collaudato (o almeno, non in una simile situazione).

Accidenti, siete stati coordinatissimi“, ci dicono. Eh, sì. Un figlio porta anche questo: si diventa un team di due persone, ma molto affiatati ed incisivi. Come si dice: o nuotare, o affogare (ed in questo caso, non vi dico in cosa…BLEAH!).

P.S. Padreh della Creatura mi obbliga a scrivere che, a parte le cozze, un po’ troppo salate, la cena è stata un successo.

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