La sindrome H.S.U.I [ho sposato un insegnante]

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Mi scuso se in questi giorni mi sono fatta sentire poco. Vuoi il caldo, vuoi la poca voglia di scrivere, vuoi le poche cose da scrivere: preferisco tacere piuttosto che scrivere banalità.

Se ci aggiungete, poi, che in pausa pranzo danno non una ma 2 puntate di Beautiful e che quella nuova serie spagnola, Il Segreto, mi ha maledattamente intrippata, è la fine…

E’ l’estate, è fisiologico: io e questa bella stagione abbiamo un rapporto di amore/odio.

Prima di tutto a livello fisico: l’aspetto tutto l’anno, l’adoro, ma quando il calde esplode io mi spengo, potere del sacro fuoco dell’anemia. E poi è un fatto psicologico perché sono vittima delle sindrome denominata H.S.U.I  [“ho sposato un insegnante“].

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Il fatto di stare con un insegnante vuol dire che lui dal 1 di luglio al 31 di agosto sarà a casa mentre tu, persona normale, dovrai lavorare. Lo troverai sul divano, stanco, e non avrà fatto niente in casa di quelle 2 misere cose che gli avevi chiesto… Riuscirà da qui a settembre a rimettere a posto il garage? Tutto questo sperando che non si compri un gioco per la PS3 sennò è davvero la fine…

Metteteci pure che avete un figlio di 20 mesi e che saranno sempre a casa a divertirsi, ecco il nervoso aumenta. Mi scuso qui con lui se sono sempre odiosa e irritata, non vorrei dato che anche lui sarà nervoso e agitato perché ogni anno vive questa stagione con l’incognita del “in quale punto remoto della Toscana andrò ad insegnare l’anno prossimo?“.

Non gli ho mai detto quanto sono fiera di lui, è un lavoro che non potrei mai fare dato il mio caratteraccio (senza contare la strada che ha fatto per arrivare dove è ora…).

Detto questo mi scuso, tornerò operativa asap!

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