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2012
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Il bambino nell’acqua
categories: Riflessioni
Sono tre giorni che non riesco a smettere di pensare a quel bambino nel Tevere. Sono letteralmente ossessionata da questo pensiero. Non esistono attenuanti, nè incapacità di intendere o volere, nè droga che possa giustificare una pazzia di queste dimensioni. Non mi vergogno a dire che avrei buttato anche lui lì dentro in quell’acqua gelata. Sarà che ora ho un bambino a casa o forse è l’idea che una persona, un padre, possa essere capace di un gesto simile ma questa storia mi ha sconvolta. Penso a quella madre, che ancora non sa niente; a quella nonna che si è vista strappare quel bambino dalle braccia e vivrà con questo pensiero tutta la vita e poi penso a lui. Sempre.
Kiarina - Forchettinagiramondo
8 febbraio 2012 alle 00:50 (470 giorni ago)Le stesse domande che ci siamo fatti noi: ma come si fa a agire con questa spietatezza con un esserino indifeso come un bambino così piccolo.
Aveva quasi la stessa età di Alberto.
La mia mente non ci arriva proprio neanche ad immaginarsi neanche lontanamente come si possa fare una cosa del genere.
Credo che solo chi è mamma o babbo possa capire fino in fondo come ci si può sentire.
slela
8 febbraio 2012 alle 09:44 (469 giorni ago)Io non mi vergogno di dire che ho pianto quando ho sentito la notizia, e che la stessa notte ho avuto gli incubi. Non ti dico cosa ho sognato, non è necessario.
E’ un dolore che chiude lo stomaco, anche se non lo conoscevi quel bambino.
Ora che ho letto il tuo post, il dolore è tornato
biancume
8 febbraio 2012 alle 10:53 (469 giorni ago)Condivido parola per parola, è crudele, innaturale e disumano. Anche io ci penso spesso e mi si chiude lo stomaco.
elena
9 febbraio 2012 alle 03:02 (469 giorni ago)Ci penso sempre anch’io.
Peso che se una cosa simile capitasse a me non sopravviverei. non permetterei nemmeno al padre però di sopravvivere.
Sono stata davvero male per quella mamma e per quel bambino.