Il trauma da corso preparto

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Ieri è iniziato il corso preparto.

Sapevo che sarebbe stata un’esperienza traumatica e non sono stata delusa dalle aspettative. Prima di tutto si è svolto in una giornata caldissima in una stanza minuscola, secondo la stanza era piena di donne incinte (tutte partorienti ad ottobre) con una carica di ormoni e di ansia terrificanti.

L’insegnante è la mia ostetrica. Persona meravigliosa, in gamba e professionale anche se troppo new-age per i miei gusti. Caratteristica confermata dal farci ascoltare il best-of di Enya durante le 2 ore di “lezione”. E voi già conoscete il mio disappunto verso Enya.

La seduta è iniziata come un incontro di alcolisti anonimi. “Ciao io sono Pinca Pallina, aspetto un bambino/bambina che si chiama Tizio e il padre si chiama Caio.” La cosa mi è sembrata ancora più strana dal cartello che ci siamo dovute attaccare nel muro dietro la nostra schiena.

Dopo sono partite le discussioni “a coppia” dove ci siamo scambiate osservazioni sulla nostra gravidanza: tutte parlavano e io non sapevo bene cosa dire. Una alla volta, poi, siamo andate al centro (eravamo sedute per terra, scalze) a raccontare la storia dell’altra metà ed è venuto fuori che sono la più giovane: l’unica sotto i 30 anni (sotto i 35 siamo solo in 3). Prima che toccasse a me, tutte hanno raccontato di gravidanze cercate per anni, anche con l’aiuto di cure ormonali. Ci sono state storie di aborti e cose del genere e mi sono sentita in colpa quando la mia “compagna” ha detto davanti a tutte che la mia è stata una gravidanza non cercata ma capitata. Mi sono scoperta poi la più tranquilla e la meno spaventata da questa esperienza.

Successivamente è arrivato il turno dell’albero delle aspettative (eh??): una ad una abbiamo attaccato dei post-it su un albero disegnato con scritto cosa ci aspettavamo da questo corso. Tutte hanno scritto qualcosa sulla condivisione e io mi sono limitata ad un semplice “capire come comportarmi“. Fine parte teorica, ci si alza in piedi. E qui viene il bello.

In cerchio (sempre scalze), l’ostetrica ci dice di divaricare le gambe, chiudere gli occhi e iniziare a dondolare ed in quel momento sono stata sopraffatta da un misto di nausea e sonno. “Ascoltate i vostri piedi ben piantati a terra, ascoltate i vostri polpacci, ascoltate il vostro bacino. Ascoltate la vostra vagina: cosa vi sta dicendo?ASCOLTATE LA VOSTRA VAGINA?? Mi sono sentita stupida e mi è scappato da ridere. La mia vagina non mi ha mai parlato, purtroppo, ma so che avrebbe diverse cose interessanti da dire.

Poi una decina di minuti finali di camminata in cerchio, sempre con Enya di sottofondo e il caldo soffocante: ero sudata come un cammello. Il corso ci sarà ogni settimana da qui a fine settembre e so già che sarà esilarante l’incontro con i papà.

1 COMMENTO

  1. Guarda, se vi doveste sposare, e farlo ipoteticamente in chiesa, c’è il corso PRE molto, ma molto più esilarante!!!! Da sparaSSI!

  2. primo incontro corso pre parto
    “Ciao sono G, ho 29 anni, aspetto una femminuccia e da quando sono incinta ho gli ormoni impazziti di un’adolescente vergine”
    Mi hanno presa per una pervertita 😀

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