“Io sono un dottole”

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Dalle nostre parti Peppa Pig è solo un lontano (e brutto) ricordo: qui oramai si guarda solo DisneyJunior (ed il +1) ad ogni ora del giorno, senza contare che per farci ancora più del male abbiamo pure l’app per l’iPad. Il mio nuovo cartone preferito è La principessa Sofia mentre il preferito di Leo è senza dubbio La dottoressa Peluche. Il padre della creatura è invece più tipo tenebroso alla Jake ed i pirati dell’Isola che non c’è.

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Ora, premesso che ho scoperto che ci sono mamme che non comprano i giochi di Dottie perché è di colore e la cosa mi lascia allibita, io credo che Dottie sia una piccola psicopatica convinta di poter parlare con dei giocattoli ancora più folli di lei che guarda un po’ il caso si rompono proprio quando è nei paraggi: una sfiga paragonabile solo a quella di Jessica Fletcher ne La signora in giallo. Però Leonardo l’adora, tanto che ha detto chiaro e tondo che da grande farà “il dottole”. Se penso che io sono cresciuta con l’Incantevole Creamy e volevo fare la cantante-gelataia, il passo è notevole…

Che tipo di dottore Leo?” “Quello che gualda i denti mamma, fai aaaaaaaaaaaaa

Ecco bravo tesoro, fai il dentista così mamma va in pensione moooolto presto.

Abbiamo comprato la cassettina degli strumenti medici e la porta ovunque. Abbiamo allestito una vera e propria clinica in soggiorno e gira per casa con lo stetoscopio al collo. Il suo paziente preferito è l’orsetto Teddy, che a volte ha la febbre e a volte si rompe le braccia, a volte mangia troppo e a volte è cieco. “Teddy vuoi un abblaccio?

Che vuole fare “il dottole” l’ha detto proprio a tutti, anche alla pediatra: “Anche io sono un dottole! Ola mi ascolti? Ola mi misuli? Ola abbiamo finito? Io metto semple i celotti a Teddy!

Signora ma questo bambino parla sempre così tanto?

” > gesto sconsolato della testa.

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