Geek Dad

L’accompagnatore

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Miei cari, vi scrivo direttamente dal Centro Nascita dove stamattina ho accompagnato Chiara. No, tranquilli, la pagnottella è ancora nel forno; siamo qui per fare il temibile esame detto “La Curva”, che non ha nulla di automobilistico ma mette nelle gestanti più ansia di un viaggio in macchina con Ray Charles.
Non è però della Curva che vi parlerò, bensì della strana sensazione che si ha entrando, da uomini, in un ambulatorio pieno di gestanti.
Già il fatto di accompagnare la propria metà fa di voi un marziano: qui non deve aver messo piede un uomo da mesi ed all’ingresso è normale che vi guardino con un misto di ammirazione ed invidia.
Una volta superato l’imbarazzo vi sedete in silenzio ed aspettate l’inevitabile: lo scambio d’opinioni tra puerpere.
“Di quanto sei?”
“Hai la nausea?”
“Ci sarà un rimedio per la pressione bassa?”
“Ogni gravidanza è diversa”
“Un’amica mi ha detto che…” (l’equivalente femminile di “Mi ha detto mio cuggino..“, vedi Elio e le Storie Tese).
Fino a che non prende la parola l’anziana del gruppo, la quale, dall’alto dei suoi tre/quattro/squadra-di-calcetto figli dispensa consigli lisciandosi la pancia che, ovviamente, è la più grossa di tutte. E voi siete lì, inermi, ad ascoltare paturnie e falsi miti, ed a sopportare gli sguardi incuriositi della gente.
Ora capisco perché gli esseri umani con il pistolino non mettono mai piede qui dentro.
Altro che Curva!

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