Leo a Londra, un piccolo resoconto.

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E’ stato facile? NO. E’ stato massacrante? DECISAMENTE. E’ stato bello? INDESCRIVIBILE.

Siamo sopravvissuti, alla faccia di chi nella settimana scorsa mi aveva dato della pazza, scellerata, egoista, incosciente…

La cosa che mi spaventava di più, l’aereo, è stata invece la cosa più facile. Leo non ha avuto assolutamente paura ma è stato anzi rilassato per tutto il tempo. L’ho intrattenuto con un po’ di canzoncine, un gioco per iPad, il tavolino apri/chiudi davanti al sedile, un bambino vicino che lo salutava e poi si è addirittura addormentato senza neanche accorgersi dell’atterraggio.

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Troppo bello per essere vero.

Il vero problema di chi va a Londra con un passeggino è la metro (e mi metto nei panni dei disabili, deve essere un incubo per loro): pochissime stazioni sono provviste di ascensori, e in alcune (troppe) non ci sono neanche le scale mobili. Questo vuol dire solo una cosa: alzare il passeggino e via… ogni tanto si trovano delle anime buone che danno una mano, ma neanche troppo spesso.

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Eravamo ad Earl’s Court in un delizioso hotel davanti ad un giardino, il Garden View Hotel, appunto. Loro sono stati gentilissimi, la camera era spaziosa e c’era pure un lettino. C’era la tv ma, nonostante le richieste di Leo, non si prendeva RaiYoyo (comunque RaiUno sì e sabato sera mi sono rivista per la decimilionesima volta La Principessa Sissi. Adoro.). Prezzo ottimo, staff gentile, colazione inclusa wi-fi gratuito (indispensabile!) e ascensore: cosa volete di più?

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La cosa che ci ha emozionato di più sono state Abbey Road e il giro sulla London Eye. Fantastico. Molto bello anche il giro a Southbank, che in estate si trasforma in una specie di spiaggia attrezzata cittadina.

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La cosa che Leo ha preferito sono state la metro (ciu! ciu!) e, ovviamente, Hyde Park con gli scoiattoli e le anatre.

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Non so se sono stata un’egoista a portarmelo dietro, sarebbe stato meglio un fine settimana al mare? Non lo so. So solo che è stata un’esperienza davvero bella, anche se massacrante. E mi sono anche stupita del mio inglese! WOW!

Volete vedere le foto che abbiamo fatto? Sono QUI

I miei consigli per chi viaggia con un bambino:

Non vergognatevi a chiedere aiuto. Fatevi aiutare per le scale, nei negozi, con le indicazioni, all’hotel, sui mezzi e nei ristoranti. Nessuno vi rifiuterà una mano. Siamo parte di un popolo civile.

Fate programmi. Siate preparati a tutto, fate programmi per la giornata e non andate a caso. Calcolate tempi e distanze e fatevi un programma per il caso di pioggia (sia benedetto Primark!). Comprate acqua e frutta al mattino in uno dei tanti supermercati.

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Preparatevi a non rispettare i programmi. Questo è l’elenco delle cose che mi ero prefissata di fare ma che alla fine non ho fatto: andare a vedere Wimbledon, anche se eravamo vicinissimi; il negozio di giocattoli Hamleys; l’Hard Rock Calling Festival (era impossibile con un bambino ma c’erano i Kasabian e Bruce Springsteen); sabato c’è stato il Gay Pride ma siamo arrivati tardi; domenica c’era la SunWalk ma avevamo il volo di ritorno; le stazioni della metro fatte di Lego (avevo altro a cui pensare in quei momenti); il Museo del Cinema; il Rainforest Cafè e il Diana Memorial Playground ai giardini di Kensington.

Poco male, ho fatto un sacco di altre cose.

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Tenetelo occupato. In aereo e sui mezzi è una cosa fondamentale. Preparate applicazioni per telefoni e tablet, librettini, pupazzi, biscotti… Fate passare tutto come un gioco. Nel nostro caso è stato molto divertente il “Leo lo sai che se qui in aereo fai il bravo, poi alla fine ti fanno l’applauso?“. Quando siamo atterrati a Pisa ed è scattato davvero l’applauso è stato felicissimo.

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Seguite i suoi ritmi, non i vostri. Un bambino non è un adulto e non potete pretendere che abbia delle esigenze da adulto. Dovrà mangiare, dovrà dormire, dovrà giocare. Non potrete fare tutto e ci saranno 1000 imprevisti.

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Tutto regolare.

PS: cosa ha fatto Padreh a casa tutto solo? Ha dormito tanto…

1 COMMENTO

  1. Eccezionale!..davvero una mamma operativa!

    Mi sapresti indicare i ristoranti italiani dove hai potuto farti fare un piatto di pasta per il tuo piccolo?

    Ti ringrazio

    Irene

    • Grazie Irene, sei davvero carina.
      La prima sera sono andata in un ristorantino gestito da calabresi in una traversa di Oxford Street. Purtroppo non ricordo il nome ma c’ho mangiato meglio che a casa.
      La seconda sera da Giraffe. Ne trovi molti in giro, è una catena. Non è un granché ma hanno un’attenzione particolare verso i bambini

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