Mezzo secondo di panico

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Ieri ho passato una giornata bellissima (seppur soffocante) a Firenze insieme alla mia amica Roberta e al marito. Io e Roberta ci siamo conosciute su twitter ed insieme abbiamo dato il via a quel pazzo progetto che ha preso poi il nome di #twittamibeautiful.

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Insieme siamo saliti sul campanile di Giotto, abbiamo visitato la città e siamo stati a mangiare dell’ottimo cibo toscano da I’brindellone. Leonardo è stato molto bravo: ha divorato un piatto di pappa al pomodoro e ha mostrato a Roberta tutto il suo repertorio di inglese come “go tu scul, orang” ecc ecc.

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Verso le 15 ci siamo avviati verso la stazione: noi dovevamo riprendere il treno per casa e loro avevano il Frecciarossa per Napoli. A Santa Maria Novella Leonardo ha scoperto il pavimento liscio ed ha iniziato a correrci intorno al grido di “pattini!“.

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Mentre stavamo controllando tutti gli orari dei treni lo perdo di vista. Faccio un giro di 360° e non lo vedo. Dov’è Leonardo? Panico.

La stazione era strapiena ma non lo vedevo. Me l’ero già immaginato per mano a qualcuno, o sotto un treno, o a chiamare MAMMA! in un angolino impaurito.

Ma poi eccolo, dietro un gruppo di persone che mi viene incontro, più impaurito dalla nostra reazione che dalla situazione. Ed il cuore ha ripreso a battere.

È stato un attimo, mezzo secondo di panico.

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