New York, New York

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Pochissimi giorni prima di scoprire l’esistenza del fagiolo nella mia pancia stavamo progettando la vacanza del secolo, quella che sogno da tutta una vita: New York. Stavo solo aspettando di sapere in che giorni, di preciso, avrei avuto le ferie a lavoro. Furio Socio Aci aveva trovato dei voli economicissimi ed era praticamente quasi tutto pronto. Poi quel test è diventato positivo e, come per Beatrix Kiddo in Kill Bill, niente è stato più come prima. Fino all’arrivo dell’estate non ci avevo ripensato ma adesso penso al fatto che tra pochi giorni sarei potuta partire per quello che per me rappresenta il posto più figo dell’universo e questo mi ha portato a riflettere su tutta la faccenda gravidanza.

Prima che quela linea diventasse blu avrei potuto saltare da una moto sopra un treno in corsa per te, ma dal momento che quela linea era diventata blu non avrei più potuto fare quelle cose, perché sarei diventata madre. [Kill Bill vol.2]

Non voglio assolutamente che il mio bambino, un giorno, pensi di essere stato un problema o di avermi rovinato la vita, anche perchè sono sicura che da quando lo vedrò tutto passerà in secondo piano e sarà la cosa più bella che mi sia mai successa. Ora però penso a tutto quello che non farò più, non posso farne a meno. Penso a come poteva essere quest’estate, a come avrei potuto sviluppare la mia vita lavorativa dal prossimo autunno. Per ora vedo questa fase come il passaggio tra la fine di un percorso fantastico fatto per esempio di viaggi con le amiche a Parigi per il concerto dei Sigur Ròs, capodanni ubriaca a urlare sconcerie a David Hasselhoff a Berlino, festival europei fighissimi…e l’inizio di un periodo fatto di enormi punti interrogativi.

C’è da dire che nell’ultimo anno ne ho fatte di cose: ho comprato una bici grazie al crowdfunding e ne ho parlato davanti a centinaia di persone al ToscanaLab ad Arezzo, ho guidato un Social Media Team all’ultimo Festival della Creatività a Firenze e ne ho creato uno per la Notte Bianca di San Giovanni, ho curato interamente sito, catalogo e diretta web di un Festival del cinema e, tra le cose più importanti, ho organizzato ben 3 Girl Geek Dinners Toscana. Mi ci vedete a fare tutto questo con un neonato? Volevo approfittare della maternità a casa per riprendere gli studi, ma non credo di farcela dato che non ho nessuno che mi tiene il pargolo. Nelle pubblicità delle pastine le mamme fanno tutt’altro. Pensano solo al bene dei loro pargoli e a cosa fare per pranzo, rinunciando a sé stesse. Che sia arrivato il momento di mettere la testa a posto?

Probabilmente sono io che mi faccio queste pippe mentali e mi faccio prendere dalla depressione cosmica e quasi sicuramente, passati i primi mesi di crisi isteriche, non sarà poi così terribile.

Voi che siete già madri, è normale avere questi dubbi? Ci siete passate tutte? O devo sentirmi in colpa?

1 COMMENTO

  1. tutto assolutamente normale… quando ero in gravidanza pensavo di mollare ToscanaIN ma ad un mese dal parto ero a coordinare l’evento Crowdfunding. Basta organizzarsi meglio con la complicita’ del proprio marito/compagno. Pensa all’opportunita’ che hai avuto grazie al tuo futuro da mamma (che, sono certa, te ne portera’ tante altre.. e poi mi offrirai una cena 🙂 comunque tutto ma proprio tutto normale!!!

  2. Prima che la linea diventasse blu, stavo progettando il concerto dei Cranberries, avrei studiato per il compito in classe di psicologia e nel fine settimana tutta vita. Cavolo..ricordo come fosse ieri il test fatto quella sera. Panico, paura, incredulità e il classico: e adesso che cazzo faccio?!?! Adesso ho 28 anni, mio figlio ne ha appena compiuti 11. A settembre farà la prima media, gli sono spuntati i primi peletti e comincia ad interessarsi alle ragazzine. Avere paura é normale, pensare a come le cose cambieranno è del tutto logico e non significa essere egoiste. A distanza di 11 anni posso dire che mio figlio é stato il mio unico Epic win 🙂

  3. Se ti basta anche il parere di un padre (certo meno autorevole di quello di una madre), ti posso dire che la nascita di Viola ci ha aiutato a razionalizzare meglio il tempo a disposizione. Non voglio dirti che adesso abbiamo più tempo di prima, non sarebbe vero, ma posso dirti che è molto meno peggio di come temevamo.

  4. Io ricordo ancora le parole di un mio collega, a quasi 40 anni e fidanzato da una vita. La sua compagna rimase incinta, pensando che tanto ormai….. Era un po’ tardi…….
    Svarionò dicendo che lui ha sempre fatto un sacco di cose, vacanze, concerti, vespa e tenda, serate tra amici…. e sembrava così scocciato che mi stette pure antipatico, mi sembrò talmente cafone e insensibile che non credevo fosse egoista a tal punto da rinnegare la felicità di questo evento!!! Vaglielo a dire ora, che quando deve fare gli straordinari, moccola perché il lavoro gli toglie tempo e spazio al suo topolino biondo!!!!!!

  5. Ti rispondo così:

    “Sono troppo giovane, anche inesperta, e poi diciamocela tutta,
    neanche io mi fiderei a lasciare un neonato nelle mie mani. Ogni
    parte razionale del mio cervello mi dice che è meglio così.
    Meglio lo status attuale. Meglio essere in due, ancora per un po’,
    almeno finché non abbiamo capito come funziona la vita matrimoniale. Dobbiamo ancora cogliere tutte le sfumature della convivenza,
    il libertinaggio che offre, il poter girare per casa nudi o anche
    vestiti con cose imbarazzanti.”

    “12 ottobre.
    Dopo qualche ora dal prelievo, finalmente ho in mano un referto che sentenzia che la mia pancia è ripiena. Ce l’abbiamo fatta.
    Siamo incinti.
    Comincia una fase nuova della mia vita. Ho desiderato questo momento per mesi e ora ho un attacco di panico riguardo alla gestione della situazione. Fin troppo prevedibile.”

    Sono due passaggi del mio libro dove ho riversato sentimenti ed emozioni provate prima, durante e dopo le gravidanze.
    12 mesi passati a “giocare” ad acchiappare la cicogna e ora che avevo quel test positivo in mano mi sentivo così? Terrorizzata, spaesata e confusa. Questo status, generava altri dubbi e altri pensieri. Un cocktail che ti fa sbronzare solo con l’odore. Era come se avessi passato mesi a giocare a battaglia navale con carta e penna; ora ero alla guida di una nave vera e dovevo evitare gli iceberg. Kate e Jack erano nelle mie mani!
    Poi impari a razionalizzare, capire e metabolizzare. E anche a gioire. Impari, pian piano a fare la mamma.
    È anche una questione di pratica ma soprattutto di cuore.
    Sono normali i tuoi dubbi ma non guardare troppo avanti, non saranno tutte rinunce e non è vero che non farai più molte cose, semplicemente cambierai tu e cambieranno le cose che farai! Non sempre in meglio, ma neanche sempre in peggio!

  6. Dubbi??? credi di viverne senza? da quello che ho letto mi sembra che tu pensi già da mamma. Ho 36 anni, tre figli e mi pento di migliaia di cose che ho fatto nella mia vita e di altre tante non fatte. Per fortuna i miei figli viaggiano in binari diversi a quelli del mucchio di cose questionabili. Troppo grandi, troppo… (scusa se mi sono permesso)

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