Paure e traumi del giovane futuro padre

Essere un futuro padre è davvero bello. Essere un futuro padre leggermente ansioso ed ipocondriaco lo è un po’ meno.

Ricordo ancora le parole di una mia collega alla notizia della mia futura paternità: “Sai, spero solo che vada tutto bene, sono un po’ ansioso..” dissi io. “Mettiti l’anima in pace. Due embrioni su tre se ne vanno nei primi tre mesi”, mi disse tranquilla lei.  Vi lascio solo immaginare dove andarono a posarsi le mie mani una volta uscito dalla stanza.

Non mi ricordo neanche perché, ma mi ero fissato con la G.E.U. [Gravidanza ExtraUterina per i non addetti ai lavori e per tutti quelli che non stanno le ore su Internet a cercare le peggiori patologie]. La gravidanza ectopica è quella gravidanza che inizia con l’impianto dell’ovocita fecondato al di fuori della cavità uterina o in una sede anomala all’interno dell’utero stesso e finisce in moltissimi casi in aborti spontanei, esplosione delle tube, emmorragie… Sono un deficiente, lo so, ma ho sofferto in silenzio sperando che Chiara non avesse uno dei sintomi da manuale. Nelle seguenti settimane sono diventato un esperto in ormoni della gravidanza et similia, il tutto molto discretamente per non turbare i pensieri della mia compagna che, a differenza del sottoscritto, non era attraversata da pensieri simili.

Passati i primi tre mesi mi sono tranquillizzato, lo ammetto; ma ciò non toglie che non sia andato a cercare tutto, ma proprio tutto, su Toxoplasmosi e Citomegalovirus, tanto per fare dei nomi che sicuramente a voi non diranno nulla. Tuttavia gli esami sono sempre andati bene ed il mio fegato ha tirato un sospiro di sollievo.

Negli ultimi tempi, tuttavia, ho perso almeno due anni di vita in almeno due situazioni distinte.

Situazione 1 – Notte. Interno camera da letto. Io dormo. Chiara dorme. All’improvviso sento una mano che mi stritola il braccio sinistro. Sento le unghie conficcarsi nella carne ed istantaneamente mi trovo sveglio. “Oddio Ale! Ahi! Ahi! Oddiooo! Oddiooooo!!!”  Nonostante fossi nella fase r.e.m. fino a tre secondi prima, mi trovo con il cuore che è passato da 0 a 100 in attimo e con gli occhi sbarrati a fissare Chiara che si contorce. “Che c’è?!?! Oddio, che c’è?!?!” Chiara prende fiato ed io già mi vedo a vestito con le prime due cose trovate nell’armadio mentre la porto in pronto soccorso tra urla e fluidi corporei che se ne vanno: “Ho un crampo ad un polpaccio..” Istintivamente avrei voluto mandarla a cagare per lo spavento – spavento enorme – ma poi mi sono limitato a massaggiarle il polpaccio fino a che non si è riaddormentata ( sì, lo so, sono votato alla santità, sebbene sia ateo).

Se anche voi non volete rischiare un infarto per un risveglio del genere ecco i miei consigli:

– Stabilite che se i crampi notturni dovessero ritornare all’improvviso che almeno le prime due parole non siano “Oddio!” ed “Ahi!”, ma “Gambe” e “Crampi”.

– Imbottite la vostra puerpera di banane, ricche di potassio, che previene i crampi, oppure comprate un bell’integratore alimentare.

Situazione 2 – Sono uscito dieci minuti di casa per andare a casa dei miei a prendere una cosa per la decorazione della camera di Leonardo. Entro nell’ascensore quando squilla il cellulare. Dall’altra parte Chiara ha il fiatone e sembra quasi che stia per piangere.

“Ale! Dove sei?!?…”

“Che c’è?!?!”

“Torna, ti prego!”

“Oddio, stai bene?!”

“…”

“Chiara?!”

“E’ entrato un uccello in casa! Ho paura! Mi sono nascosta in camera!”

Secondo “vai a cagare” represso dalla mia pazienza di  futuro santo laico e secondo anno di vita perso per niente. Fortunatamente Boris è il padrone di casa in mia assenza, e c’ha pensato lui ad afferrare l’uccellino e portarlo fuori in terrazza tenendolo in bocca ed a farlo volare via. Incredibile, no?!

Consigli per evitare questa situazione? Semplicemente fate in modo di non fare un figlio con un’ornitofobica [l’ornitofobia è la paura degli uccelli, n.d.r.] o se proprio non ne potete fare a meno, non lasciate mai le finestre spalancate in una bella giornata d’estate.

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