Sulla morte di Amy Winehouse

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Probabilmente vi sembrerà brutto parlare di morte in un blog che ha per “tema principale” l’attesa di una nuova vita ma volevo spendere 2 parole sulla morte di una ragazza di 28 anni (vogliono per forza calcare la mano del Club27, ma Amy era dell’83 e avrebbe compiuto 28 anni tra meno di 2 mesi) che con le sue canzoni e il suo straordinario talento mi ha dato tanto nei momenti belli e brutti degli ultimi anni. Tutte quelle che sono venute dopo di lei le devono qualcosa. Amy era con me a Parigi nel 2008, a Berlino nel 2009 per i 20 anni della caduta del Muro, alla cena a casa mia durante gli MTV Music Awards, durante l’estate in Spagna ed in ogni viaggio in treno o in macchina che ho fatto.

E’ stato detto molto su questa morte e non voglio entrare nel merito. Ognuno della sua vita ne fa quello che vuole e se ha voluto vivere in quel modo non sta a me giudicare. Probabilmente, come la maggior parte degli artisti, aveva una sensibilità tale che l’ha inesorabilmente portata all’autodistruzione.

Ciao Amy!

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