How to be a geek mom

Diario di una mamma multitasking

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No no, tranquilli…

E mentre hanno messo ferma la mia amica Stefania per farla arrivare più in là possibile (è di 8 mesi), mentre Gheddafi è morto e ci fanno vedere il suo cadavere da ogni angolazione possibile, mentre l’assassino di Allison è già a casa, mentre è ricominciato XFactor, io sono sempre qui. Aspetto. Non c’è parola più giusta per definire la gravidanza: attesa.

Tutte le sere sembra che…. Dolori, contrazioni anche forti e ravvicinate, mal di schiena (vai, stanotte ci siamo!) e invece niente. Si arriva a mattina che non è cambiato niente. Il Padre della Creatura dice che ci sto facendo la fissazione ma vorrei vedere lui se si muovesse con difficoltà ed avesse dolori continui ovunque. (continua…)

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Il futuro padre in attesa del lieto evento

L’attesa. Dopo nove mesi ci si rimane male se l’erede decide di non farsi vedere. Ma che fa? Ritarda? Non ho mai sopportato chi si presenta in ritardo agli appuntamenti, figuriamoci se lo posso tollerare da mio figlio!

E invece ti tocca, bello mio. Non solo: devi fare i conti anche con l’impazienza della futura mamma che va oltre il semplice ritardo all’appuntamento, ma si tinge di stanchezza, malessere fisico e paranoie assurde (la più bella è la domanda del giorno: “Ma non è che non sa come fare a uscire? Spinge verso l’alto.. Spingi verso il basso Leo!“).

In tutto questo c’è anche il dover giustificare con amici e parenti il procrastinare il lieto evento, quasi fossimo noi i responsabili, quasi non avessimo telefonato al ritardatario per concordare l’effettivo giorno di arrivo. Quando però sei tu che telefoni a loro, ti rispondono con l’ansia del condannato a morte che aspetta la chiamata del governatore, facendoti sentire una merda se la risposta è sempre “No, ancora nulla”.

Senza contare il fatto che non è servita la luna piena, non è servita la magica tisana a base di salvia e chiodi di garofano, non sono servite le scale fatte su e giù, e neanche le potenti prostaglandine.. Che fregatura, eh?!

Ci vuole pazienza gente, ci vuole pazienza.

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L’insostenibile attesa dal medico.

Oggi mi sono fatta 3 ore e 40 minuti di coda, al caldo, dal medico per delle ricette mediche. Sono state 3 ore e 40 d’inferno: ogni donna presente, vedendo la mia pancia (che ormai è impossibile nascondere), mi ha raccontato la sua gravidanza. Tra quella che ha vomitato 9 mesi, quella che “ai miei tempi non ci facevano nemmeno le analisi“, quella che a 8 mesi ha preso i bagagli ed è andata la con la figlia maggiore in Liguria per le vacanza, quella che non ha mai avuto problemi, quella che ha partorito in un campo, ecc ecc…

Poi sono iniziate le storie sui figli piccoli: pannolini, pianti, creme, scuole di calcio per maschi, scuole di ballo per femmine. Un incubo. Non ne potevo più.

La prossima volta credo proprio che manderò qualcun’altro a farmi fare le ricette.

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