How to be a geek mom

Diario di una mamma multitasking

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La Festa del Papà

No, non scrivo questo articolo dettato dal sacro fuoco dell’amore per la festa di San Giuseppe. No. La Madre della Creatura mi sta ricattando, ed in questo momento è seduta che mi guarda soddisfatta perché sa di aver raggiunto il suo scopo. “Scrivi un articolo sul blog o niente regalo”.

Il regalo in questione, il primo regalo da parte di Leonardo, ovviamente aiutato dalla mamma, è un meraviglioso paio di auricolari Philips SHE6000 con altoparlanti a riflettenza, effetto surround e jack placcato oro il migliore dei collegamenti.  Un regalo stupendo per quei papà che come me passano ore in treno con la sola compagnia di un iPhone e della musica in esso contenuto. Un regalo che non potrò scartare fino a quando non avrò finito di scrivere questo articolo.

Oggi in realtà un regalo l’ho già scartato. Anzi, non era neanche incartato. Non puoi incartare il sorriso del bambino più bello del mondo, e non c’è cuffia al mondo che mi faccia sentire così bene. Ecco.

Ecco.

Dai Chiara, molla gli auricolari!

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Di applicazioni e perle di saggezza di mio babbo

Vi ho già parlato del mio scetticismo sul riempirsi l’iPhone di applicazioni sulla gravidanza. Sono dell’idea che ne basti una (possibilmente gratuita) con cui ci si trovi bene ed il gioco è fatto. Anche perchè, parliamoci chiaro, fanno quasi tutte le stesse cose: dirvi a quante settimane siete, trovare un nome, ricordarvi gli appuntamenti, cazzeggio.


Se proprio non resistete alla tentazione di provarle tutte vi segnalo comunque altre app che potrebbero fare al caso vostro:

  • Pregnancy Companion: ha dalla sua che costa poco (0,79€) e conteggia i bicchieri d’acqua che vanno bevuti.
  • iFetus: è molto tecnica, è forse più indicata a medici ed ostetriche che a future mamme. Utilizza le tavole biometriche per la crescita dei pupi. Non è poi proprio economica (5,49€).
  • iMamy: non la prenderei mai, prima di tutto perchè ha un nome stupidissimo e poi costa 2,39€ e non fa (continua…)

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Tutto quello che avreste voluto sapere sui pannolini biodegradabili ma che non avete mai osato chiedere

Sapete come mi chiama Chiara? No, maliziosi, non nell’intimità. Come mi chiama quando decido di pianificare qualcosa: Furio Socio Aci, come il personaggio di Verdone in Bianco Rosso e Verdone (ovvero quando Verdone faceva ancora ridere; ma questo è un altro discorso). Perché? Perché quando c’è stato da comprare cose, programmare vacanze e prendere decisioni su Internet vengo posseduto dal Fuoco Sacro del Risparmio; quell’insana voglia di strappare l’affare migliore per poter dire agli amici “Ma come?! Io ho speso solo …. su internet!” e gongolarsi dell’ottimo lavoro fatto. Sì, lo so, sono una persona orribile.

Oggi Furio Socio Aci s’è scatenato per voi alla ricerca dei migliori pannolini ecologici usa e getta. Dicesi pannolino ecologico  usa e getta quei pannolini che, pur mantenendo l’aspetto dei classici Pampers, Huggies ecc.. ha il vantaggio di essere biodegrabile. Il problema della biodegradabilità si pone se si pensa alla montagna di plastica che usiamo per fasciare i culetti santi dei nostri bambini. Tanto per fare un esempio: un pannolino da giorno pesa intorno ai 150gr, un pannolino da notte circa 250gr.

Mediamente in tre anni si usano:bio-diaper
- 1.095 pannolini notturni
- 5.475 pannolini giornalieri

Si deduce che:
1.095 x 250gr = 273,75 Kg di pannolini
5.475 x 150gr = 821,25 Kg di pannolini
In totale fanno 1.095 Kg di rifiuti per ogni bambino!

Impressionante eh? Ora, se non siete ancora pronti al pannolino lavabile, vuoi perché l’idea di conservare e lavare l’involucro della cacca di un neonato non vi alletta, vuoi perché spendere un centinaio di euro subito per avere un kit minimo non vi esalta minimamente, ma non volete rinunciare alla vostra anima eco green, allora dovreste continuare a leggere questo post.

I pannolini ecologici usa e getta sono generalmente composti da PLA - un polimero ottenuto da zuccheri ricavati dal mais con cui si può realizzare una fibra alternativa alle fibre sintetiche la cui caratteristica più interessante è la totale biodegradabilità e compostabilità – ed il Mater B –  un altro tipo di polimero che proviene da fonti vegetali che si presenta in granuli e si presta ad una lavorazione molto simile a quella delle plastiche tradizionali, anch’esso in diversi gradi biodegradabile e compostabile. Pensate che un pannolino tradizionale ci mette all’incirca 500 anni per biodegradarsi.

Sono due, al momento, le aziende più amate e più recensite della rete: la toscana EcoWip, di Prato, con  la sua linea Naturaè, e la svedese Naty, che produce la Nature Babycare.

Naturaè comprende 4 tipi di pannolino: mini, midi, maxi e junior, tutti biodegradabili all’80%, con fibra in PLA, cellulosa non trattata con cloro e proveniente da foreste gestite in modo sostenibile e film in Mater B .  La parte non biodegradabile è  composta da un film in polietilene elasticizzato (inferiore al 5%) e da un gel superassorbente (inferiore al 12%). Inoltre sono  dermatologicamente testati presso la Clinica Dermatologica dell’Università di Parma.

 

La Nature Babycare ha dalla sua ha ben 7 (!) taglie di pannolini per bambini dai 2 ai 16 chili. La percentuale di biodegradibilità è del 70%  ma si tratta comunque dei pannolini biodegradabili più sottili in commercio e la composizione è pressoché identica: nessun componente geneticamente modificato, nessuna traccia di plastica o cloro si trova nella parte interna a contatto col culetto santo dei vostri figli; la parte esterna è impermeabile grazie al Mater B e microforata per far respirare la pelle. Anche in questo caso la cellulosa viene da foreste sostenibili. Addirittura l’inchiostro delle decorazioni è in soia e privo di metalli pesanti. Roba da far arrossire i vostri amici eco-freak-vegan!

Ma veniamo al lato pratico/economico.

Diciamo subito che, purtroppo, i biodegradabili non costano meno dei pannolini  tradizionali: se togliamo le spese di spedizione, perché raramente troverete al supermercato le marche che vi ho indicato, il costo è di circa 26 centesimi a pannolino, per la misura 1, mentre le marche più conosciute ed economiche si attestano sui 18 centesimi (o anche meno, se trovate l’offertona del momento).

Se le maggiori spese non vi interessano, Furio Socio Aci vi indicherà dove comprare i suddetti pannolini biodegradabili al miglior prezzo della rete.

Se siete toscani e potete fare un salto a Prato, la EcoWip ha un negozio in Via Carlo Livi 87/B, altrimenti potete consultare il loro sito per trovare il rivenditore più vicino a voi. Ma qui si parla di genitori geek, quindi se riuscite ad ammortizzare le spese di spedizione con un bell’ordine, potete fare un salto su questo sito (non vi fate ingannare dall’aspetto del sito, in rete ne parlano benissimo).

La Nature Babycare ha il proprio sito e-commerce, altrimenti, come sopra, potete ordinare su questo bel sito inglese che spedisce velocemente in Italia a 20€, ma che vi fa pagare gli ecopannolini appena 16 centesimi l’uno. Fatevi i vostri conti.

Ultima considerazione: ma chi li ha usati come si trova?

Su ciao.it i Nature Babycare ottengono giudizi molto più lusinghieri dei Naturaè soprattutto in termini di vestibilità, spessore, assorbenza ed odore (il mater b è lo stesso materiale delle buste della spesa della Coop; avete presente quell’odore di brodo? Ritrovarlo addosso al bambino non deve essere il massimo).

E voi? Li avete usati? Li userete?

Il geek dad ci sta facendo un pensierino..

 

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Il futuro papà, parte 2, anzi 2.0

Salve a tutti/e, sono il futuro padre di Leonardo a.k.a. Ringo.

Mi chiamo Alessandro, ho 31 anni e questo è il mio primo figlio (almeno che io sappia). La padrona del blog mi ha chiesto di raccontare il mio punto di vista sulla nascita dell’erede (sì, sono contento che sia maschio, non me ne vogliate) e mentre mi scervellavo su cosa scrivere mi è venuto in mente: ma ci sono padri che buttano nel mare della rete una bottiglia con le loro impressioni, con i loro consigli ecc..?

Ebbene sì! Anche se il mom blogging li ha messi sicuramente in minoranza. “Una volta tanto!”, direte voi amiche femministe 2.0. Qui però non si tratta di battaglia dei sessi, si tratta di avere a disposizione il maggior numero di esperienze e punti di vista sull’avvenimento che cambia la vita di una persona. Definitivamente.

Ecco allora che il mio primo post sarà una carrellata su alcuni blog di papà:

  • http://www.professionepapa.it/ è il sito dell’omonima associazione che ha come mission quella di chiarire e valorizzare il ruolo del padre. Organizza anche corsi per neo papà. Sicuramente merita una visita.
  • http://www.papaduepuntozero.com/ offre un punto di vista molto più personale ed è anche aggiornato di recente  - cosa non da poco, visto che il 90% dei blog che ho trovato sembrano essere morti di morte naturale a metà del 2010 (?) –  Brivido lungo la schiena sul video del primo giro in bici.
  • http://2gemelle.blogspot.com/ se un pargolo vi pare poco, abbiamo anche il papà gemellare. E che papà! Consigli su spannolinamento, distacco dal ciuccio e perfino sulle figurine dell’Esselunga. Una cintura nera dei papà. Tutta la mia stima.
  • http://www.daddy-blogger.net/ è per te, papa nerd che cerchi.. che so.. l’Open Office per bambini (sì, esiste davvero); per te che non dormi la notte, non tanto per le poppate ad orari impossibili, ma perché non sai come fare senza il costume di carnevale di Star Wars per il frutto dei tuoi lombi (sì, esiste pure questo). Non so voi, ma è già tra i miei preferiti.
  • http://violafagiola.wordpress.com/ ha attirato la mia attenzione per tre motivi: uno, il sottotitolo “Sono padre. Non ditelo a mia figlia.”; due, il fatto che anche il suo autore chiami la creatura come il legume scoppiettante, sebbene al femminile; tre, l’onestà sentimentale – passatemi il termine –  con la quale scrive i suoi post.
  • http://bostoniano.splinder.com/ è il blog di un papà che si trova dall’altra parte dell’oceano ma che ha le idee molto chiare sulla situazione politica italiana e su come vadano presi per la gola i membri della famiglia. Thumbs up, man!

E qui mi fermo.

Magari la prossima volta vi darò qualche dritta dettata dalla mia ipocondria o dalla mia navigazione compulsiva, chi lo sa…

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