How to be a geek mom

Diario di una mamma multitasking

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Cosa darei per un piatto di sushi…

Stasera ho una cena organizzativa con le Girl Geek Dinners Toscana, stiamo organizzando la #ggdtoscana4 (ancora non posso svelarvi niente ma aspettatevi grosse sorprese!). La cena è a Firenze ed essendo sera non vado in treno ma in macchina anche perchè stasera mi inizia il corso preparto e non so a che ora finisce. Il mio ragazzo, che ha l’orecchio di lince, subito mi fa: “Devi andare a Firenze a cena?? Ti accompagno così mentre sei a cena io vado a mangiare il sushi! Tanto te non lo puoi mangiare“. Ecco lo odio.

Se c’è una cosa (continua…)

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New York, New York

Pochissimi giorni prima di scoprire l’esistenza del fagiolo nella mia pancia stavamo progettando la vacanza del secolo, quella che sogno da tutta una vita: New York. Stavo solo aspettando di sapere in che giorni, di preciso, avrei avuto le ferie a lavoro. Furio Socio Aci aveva trovato dei voli economicissimi ed era praticamente quasi tutto pronto. Poi quel test è diventato positivo e, come per Beatrix Kiddo in Kill Bill, niente è stato più come prima. Fino all’arrivo dell’estate non ci avevo ripensato ma adesso penso al fatto che tra pochi giorni sarei potuta partire per quello che per me rappresenta il posto più figo dell’universo e questo mi ha portato a riflettere su tutta la faccenda gravidanza.

Prima che quela linea diventasse blu avrei potuto saltare da una moto sopra un treno in corsa per te, ma dal momento che quela linea era diventata blu non avrei più potuto fare quelle cose, perché sarei diventata madre. [Kill Bill vol.2]

Non voglio assolutamente che il mio bambino, un giorno, pensi di essere stato un problema o di avermi rovinato la vita, anche perchè sono sicura che da quando lo vedrò tutto passerà in secondo piano e sarà la cosa più bella che mi sia mai successa. Ora però penso a tutto quello che non farò più, non posso farne a meno. Penso a come poteva essere quest’estate, a come avrei potuto sviluppare la mia vita lavorativa dal prossimo autunno. Per ora vedo questa fase come il passaggio tra la fine di un percorso fantastico fatto per esempio di viaggi con le amiche a Parigi per il concerto dei Sigur Ròs, capodanni ubriaca a urlare sconcerie a David Hasselhoff a Berlino, festival europei fighissimi…e l’inizio di un periodo fatto di enormi punti interrogativi.

C’è da dire che nell’ultimo anno ne ho fatte di cose: ho comprato una bici grazie al crowdfunding e ne ho parlato davanti a centinaia di persone al ToscanaLab ad Arezzo, ho guidato un Social Media Team all’ultimo Festival della Creatività a Firenze e ne ho creato uno per la Notte Bianca di San Giovanni, ho curato interamente sito, catalogo e diretta web di un Festival del cinema e, tra le cose più importanti, ho organizzato ben 3 Girl Geek Dinners Toscana. Mi ci vedete a fare tutto questo con un neonato? Volevo approfittare della maternità a casa per riprendere gli studi, ma non credo di farcela dato che non ho nessuno che mi tiene il pargolo. Nelle pubblicità delle pastine le mamme fanno tutt’altro. Pensano solo al bene dei loro pargoli e a cosa fare per pranzo, rinunciando a sé stesse. Che sia arrivato il momento di mettere la testa a posto?

Probabilmente sono io che mi faccio queste pippe mentali e mi faccio prendere dalla depressione cosmica e quasi sicuramente, passati i primi mesi di crisi isteriche, non sarà poi così terribile.

Voi che siete già madri, è normale avere questi dubbi? Ci siete passate tutte? O devo sentirmi in colpa?

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