Quando vivevo con i miei avevo un terrazzo molto spazioso e mi divertivo un sacco a coltivare le mie piantine. Avevo una passione particolare per la pianta delle fragole, il che è molto strano dato che non ho mai mangiato una fragola in vita mia. Ma la pianta l’adoravo.
C’è stato anche il periodo pomodori, insalate, ed addirittura cocomeri. In questa stagione io e mia mamma giravamo per vivai alla ricerca di piante. Era come una specie di “nostro rito” della primavera.
Nella casa nuova non posso sbizzarrirmi: il terrazzo è un metro per uno e mezzo e se ci metti un mobiletto e la lavatrice lo spazio che rimane è davvero poco. Tutto quello che posso “coltivare” lo devo tenere sopra la lavatrice.
A questo proposito ho trovato la cosa che fa per me: Erbiziadi Grow the Planet.
Grow the planet è un orgoglio della mia terra, dato che è nato tutto da un’idea di Leonardo -omonimo del pupo- e Gianni, valdarnesi doc ora “esportati” in H-Farm. Si tratta di una delle start up italiane che stanno riscuotendo maggior successo, un grande “orto sociale” sul web.
Erbizia è un giardino dove si può coltivare in modo naturale Erba Cipollina, Timo, Origano e Prezzemolo il tutto con l’aiuto del computer o del tuo smartphone!
Il codice di registrazione del kit su Grow the Planet.
La cosa figa è che il kit è pure geek perché ogni Erbizia contiene un codice che ti consente di registrare il kit proprio su Grow the Planet in modo da essere accompagnati via via con consigli, trucchi e segreti.
Finalmente non mi sentirò triste per il fatto di avere un terrazzo minuscolo! Avrò anche io il mio orto! Evvai!
Il titolo di questo post è un chiaro omaggio a Ma come fa a far tutto, prima romanzo di Allison Pearson e poi film di Douglas McGrath. Questo post è dedicato a quelle mamme che ce la fanno, perchè io no. Non ce la faccio a far tutto.
Ho 2 mattine libere alla settimana e mi piacerebbe dedicarle a quelle cose che non riesco a curare durante gli altri giorni: il mio bambino, me stessa, la casa, la spesa e i vari uffici. Come fate voi? Leonardo ora è grandicello e (fortunatamente) dorme tutta la notte quindi questo vuol dire che la mattina non dorme mai, a parte qualche pisolino di mezz’ora. Già prepararlo e vestirlo mi porta via un sacco di tempo perchè ora sul fasciatoio si dimena come un indemoniato. Riesco a malapena a fare una doccia veloce perchè ogni tanto lo lascio dalla mia vicina di casa. Vorrei farmi i capelli (ho la ricrescita come Belen), andare dall’estetista e altre 1000 cose. Niente, tutto rimandato.
La casa poi, un disastro: sembra un campo nomadi. Leonardo vola tutto per terra. Sono riuscita di straforo a fare una lavatrice (e non so quando potrò stirare perchè oggi entro a lavoro presto e torno alle 20), dovrei pulire il bagno e spolverare: tutto rimandato -forse- a stasera dopo cena perchè Leo sta facendo un pisolino ma tra massimo 10 minuti si sveglia. Come fa, per esempio, la Lollamamma che di pupi non ne ha uno ma ne ha due? E voi, che ne avete 3 o 4? Vi ammiro. Tra un mese c’è il battimonio e ancora non ho preparato quasi niente…
Poi, però, penso: chissenefrega. Appena si sveglia lo prendo e andiamo a fare una bella passeggiata ai giardini.
Ieri pomeriggio, dopo averci pensato per moltissimo tempo, abbiamo portato Boris in campagna dalla nonna del Padre della Creatura. Non stava più bene qui, era evidente. Abbiamo una casa piccola, senza giardino e con un terrazzo in cui entra solo una persona alla volta. Dalla nascita di Leonardo, poi, deve aver ritenuto questa casa ancora più piccola perché il suo disagio si notava da chilometri, era come impazzito.
E’ incredibile quanto mi manchi ed è incredibile quanto mi manchino quei gesti quotidiani come lo stare attenta a chiudere le porte, lo stare attenta ad appoggiare le cose sul tavolo, raccogliere quello che buttava per terra la notte o il chiudere le finestre. Boris viveva con noi da 2 anni e ieri sera, al nostro ritorno, non trovarlo disteso a pancia in su per farsi grattare davanti alla porta mi ha fatto star male. So che ancora peggio di me sta Alessandro, ma non lo da a vedere. Lui l’ha trovato per strada quando aveva un mese, lui si addormentava tutte le sere col gatto in braccio.
La cosa che mi ha colpito di più di Boris in questi 2 anni è che lui sapeva. Ricordo quando, la sera prima di partorire, lui mi si appiccicò e mi tenne tutta la sera le zampette sulla pancia. Non ha mai sfiorato Leonardo, ma era il primo a correre se piangeva.
So che sarà felice in quella casa con quell’enorme appezzamento di terra. Certo, ci vorrà un po’ ma sia lui che noi ci abitueremo a questa nuova situazione. Già ieri l’ho visto abbastanza tranquillo a a suo agio. Ed andremo a trovarlo spessissimo. Ecco, mi sono rimessa a piangere: che scema, vero? Un bacio Boris.
Boris, il gatto miagola dalla mattina alla sera. La mattina, quando riesco finalmente un po’ a dormire, mi sveglia buttando per terra tutto quello che trova. Ogni 3 secondi si aggrappa alla carrozzina di Leo e 2 volte su 3 prova a entrarci dentro. Quando allatto mi gira intorno e tenta di staccare le cornici dietro il divano. Infine quando sono, come ora, a scrivere al Mac sul tavolo, arriva e mi morde le mani. Giuro che non lo sopporto più.
Abbiamo provato con i feromoni ma la situazione non migliora per niente. (continua…)
Oggi, dato che entrambi avevamo la giornata libera e io odio stare ferma senza far niente, abbiamo iniziato a svuotare la camerina di Ringo.
Per ora abbiamo solo spostato le librerie da quella che era “la camera butta tutto lì” in sala e per ora abbiamo lasciato la stanza come un campo ROM. Dovevate vedere in che condizioni era il gatto durante “i traslochi”. Un pazzo!
Vogliamo che la camera del bambino sia essenziale, in modo che sia sempre pulita, senza polvere. Ci saranno, almeno fino a quando non sarà più grande, solo il lettino e il fasciatoio.
Fatto sta che ora il nostro soggiorno è diventato un piccolo Caffè Letterario dati i quintali di libri che abbiamo tra tesi, enciclopedie e interessi vari (non si vede, ma ce ne sono 3 strati per ogni scaffale)…
Approfitto di questo spazio per dirvi che ci sono “avanzati” 2 oggetti. Non c’è verso di metterli altrove, dato che alla fine non viviamo in un castello.
Ci sono avanzati una libreria Expedit dell’IKEA. Il modulo bianco 4×4
Dobbiamo poi rinunciare, a malincuore, al tavolino del 1976 dei miei genitori. E’ bellissimo, l’adoro ma purtroppo il suo posto è stato occupato da altro. Ha 2 ripiani in vetro scuro e struttura cromata, perfetta. Era nella mia vecchia casa e me lo sono portata dietro 2 anni fa durante il trasloco.
Se volete o la libreria o il tavolino ve li regalo volentieri, perchè buttare 2 oggetti in così buone condizioni è davvero un peccato. Se siete interessati lasciate un commento qui sotto e vediamo quel che si può fare.