How to be a geek mom

Diario di una mamma multitasking

Posts Tagged ‘febbre’

Il mammo infermiere

Per una serie di motivi pratici che non starò ad elencare qui, abbiamo deciso che sarei rimasto io a casa con la versione moscia e febbricitante di Leo. Mi sono preso 3 giorni di permesso dal lavoro (ce ne spettano 30 per ogni anno di vita del bambino che, fortunatamente, si ammalato solo un’altra volta) e mi sono dedicato a:

  • consolare il Piccolo Erede che ad ogni colpo di tosse doveva sentire un male cane, a giudicare dalle urla indemoniate;
  • nutrire un inedito Leo privo di appetito (cosa davvero mai vista, che ci ha preoccupato non poco);
  • praticare torture orribili (per me, ma soprattutto per lui) come il lavaggio delle narici con soluzione fisiologica ed aspirare etti di ehm..sì, ci siamo capiti.. dalle suddette narici;
  • somministrare sciroppi ed aerosol ad orari prestabiliti, che si andavano ad incastrare con gli orari delle pappe, del latte e di solodiosacosa… insomma un casino per chi non ha un cervello che va d’accordo con i numeri (me, n.d.r.);
  • gestire le (plurime) telefonate dell’intero albero genealogico sulle condizioni di salute dell’ultimo arrivato;
  • le solite mansioni come pulire culetti, cambiare pannolini, cambiare vestitini, riordinare il macello in stile campo rom che la bronchite di Leo sembrava essersi portata dietro.

Ma c’è una cosa che molti di voi non sapranno, e che neanch’io sapevo, e che vi voglio rivelare affinché arriviate preparati a quel momento e non vi lasciate cogliere dallo sconforto, o dallo schifo, il che è anche più probabile: nei bambini piccoli la tosse è spessissimo accompagnata dal vomito. E non un vomito normale! L’attacco di tosse trasforma tutto in un film dell’orrore. Ho visto mio figlio prodursi in performance degne di Linda Blair ne “L’Esorcista”. Orribile. Nei primi giorni le lavatrici si sono susseguite numerose per lavare i suoi vestiti, ma anche i nostri, e perfino le fodere del divano! Avevamo l’odore acre fisso nelle narici; una gioia..
(continua…)

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La febbre, il Fedic e la pioggia…

E’ stata una settimana mooooolto pesante quella che è appena passata. Prima di tutto Leonardo ha la febbre. E’ uno strazio vederlo in quello stato piccino: mangia pochissimo (e quel poco che mangia lo rigetta), tossisce di continuo, non respira e fa fatica a fare tutto. Alle 11 devo (ri)portarlo dalla pediatra perchè lei “per queste piccolezze” non viene, così ha detto. Fuori piove e fa un freddo cane, speriamo bene.

Poi c’è stato il catalogo del Fedic. Di cosa sto parlando? Ogni anno qui da noi si svolge un Festival del Cinema, il Valdarno Cinema Fedic ed io da un paio di anni mi occupo sia del sito che del catalogo della manifestazione. Ecco, io a ottobre ho partorito un bambino di 4kg ma non è stato niente rispetto alla stesura di questo catalogo. Tenete conto che l’ho spedito via mail alla tipografia stanotte alle 04,47 dopo averci lavorato praticamente ogni minuto libero (Pasqua e Pasquetta comprese, ovvio).

Ah e in tutto questo sono sempre andata a lavorare… Ho poco altro da dire, sono stanca morta e ho un gran sonno. In più neanche io mi sento molto bene…fortuna che ho una gran dote: una calma ZEN.

 

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Non mi chiamo “Chiara” a caso…

Ebbene sì, il titolo di questo post la dice lunga. Il nome “Chiara” è adattissimo a me. La mia pelle è quasi trasparente. Bianca, ma di quel bianchiccio smorto, brutto. Malato. Non mi sono mai abbronzata in vita mia. Quanto adoro quelle pelli dorate, splendide e quanta invidia per il padre del pargolo che con 4 minuti netti di sole preso così, anche solo camminando per strada, diventa subito nero “Marocco style”. Spero che la creatura abbia preso da lui sotto questo punto di vista.

Il mio grado di abbronzatura passa da un bianco #ffffff a un rosso #ff0000 (con febbre nell’80% dei casi) per poi spellarmi e tornare immediatamente bianca al livello iniziale. Che tristezza abissale, non trovate?

Dato che sabato pomeriggio partiamo per il mare devo pensare a proteggere me ma sopratutto il fagiolo. Partiamo dal presupposto che io odio stare al sole (ecco uno dei motivi per cui non mi abbronzo…). Odio la sabbia, la salsedine, il caldo tropicale, la gente ammassata e il sale (direte: e che ci vai a fare?). Ho intenzione di andare in spiaggia la mattina presto (passeggiata sul bagnasciuga alle 7 di mattina) e la sera sul tardi, dopo le 18, anche perchè soffro di pressione bassa e non vorrei svenire in spiaggia in modo tragicomico alla Rossella O’hara. Come fanno quelle donne a spiaggiarsi come orche morte sul lettino dalla mattina alla sera, spruzzandosi l’olio addosso, immobili a cuocersi come wurstel? Non sentono quello sgradevolissimo odore di pelle di pollo bruciato che emanano?

(continua…)

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