mag
2013
Diario di una mamma multitasking
Domenica prossima sarà la Festa della mamma. Io il regalo me lo sono fatta da sola dato che, grazie ad un coupon, mi sono regalata una splendida mattinata solo per me [ovverosenzamaritoesenzapupo] alla Galleria degli Uffizi ed al Corridoio Vasariano. Non vedo l’ora. Il Corridoio Vasariano sarà sogno che si avvera, sul serio.
Per chi non ha ancora le idee chiare, ecco un piccolo elenco di cosa una geekmom potrebbe gradire per la sua festa (anche se, nella maggior parte dei casi, basterebbe solo aiutarla a pulire il bagno o portare via la spazzatura…):





Ho imparato che non era come me l’aspettavo (e non è necessariamente un male);
Ho imparato che prima vieni tu e poi vengo io, ma ho anche imparato che ogni tanto vengo pure prima io;
Ho imparato che la casa sarà un disastro 6 giorni su 7 ed ho imparato allegramente a fregarmene;
Ho imparato che un bambino va sempre tenuto occupato se non si vuole rischiare l’esaurimento nervoso;
Ho imparato che in auto si canta;
Ho imparato che c’è vita sociale dopo la gravidanza ed ho imparato che gli amici non cancellano il tuo numero di telefono dopo il parto;
Ho imparato a camminare curva per tenerti la mano;
Ho imparato a cucinare meglio, ma non faccio miracoli;
Ho imparato un sacco di canzoncine stupide;
Ho imparato a mettere da parte il sabato sera, ma non è che la cosa mi dispiaccia più di tanto;
Ho imparato che si può vivere anche dormendo 6 ore a notte;
Ho imparato che una mamma felice e soddisfatta cresce figli felici e soddisfatti;
Ho imparato a ottimizzare i tempi in modo fantastico;
Ho imparato a fare almeno 5 cose alla volta e tutte benissimo;
Ho imparato che il primo pannolino del mattino verrà buttato 5 minuti dopo averlo messo, perchè adori farla nel pannolino pulito;
Ho imparato a regolare gli impegni in base ai sonnellini,
e infine, almeno per ora, ho imparato a prendermi cura di un altro essere umano ma, sopratutto, ho imparato a prendermi più cura di me.

Ho sempre avuto borse enormi, anche prima di diventare mamma. Nella mia non è mai mancata un’agenda, una penna, l’iphone, 2 mazzi enormi di chiavi, un portafoglio con 18000 tessere dentro, un porta spiccioli (anche se è sempre vuoto, dato che gli spiccioli li butto a vanvera dentro la borsa), salviette struccanti, fazzoletti, cuffie, carica batterie, elastici per capelli, una macchina fotografia, una penna USB, pochette con i trucchi, porta occhiali e a seconda della stagione anche guanti, ombrellino, sciarpa e cappello. Senza contare centinaia di scontrini e foglietti vari.
Da quando è nato Leonardo ho iniziato a portarmi dietro un’altra borsa, quella con tutto il necessario per lui: pannolini, un cambio, salviette, crema ecc ecc… Ora che però ho ri-iniziato a lavorare ho fatto tante piccole borsine con l’occorrente e le ho sparse per le case (principalmente 2) in cui lascio via via il pupo. Per fare prima ho abbandonato la borsa mamma e ho quindi schiaffato tutto nella mia che ora, oltre alle cose già citate all’inizio, contiene sempre anche 4 o 5 pannolini, un paio di cambi, una bustina con un biberon sterilizzato con insieme un contenitore di latte in polvere, 4 o 5 bavagli, calzini, scarpine, salviette e una manciata dei migliori amici di mio figlio: i ciucci. Potete immaginare il volume di quella borsa e il casino che c’è dentro. Detto questo vi scrivo perchè ho trovato un bel tutorial su come farsi un organizer da borsa (se ne trovano anche di già fatti, ma volete mettere il brivido di una cosa DIY?): lo potete trovare qui. Mi metterò al lavoro il prossimo fine settimana, quando avrò tempo e vi farò sapere, anche se con i lavori manuali sono una frana. Sentirò di nuovo la mia amica Sam che già mi aveva già dato una mano per il sacchettino per l’ospedale con il punto croce in Helvetica…
Detto questo vi comunico chi ha vinto il giveaway di Baffidilatte: si tratta di aylis!
Ringrazio tutti i partecipanti!
Oggi, 30 dicembre scrivo l’ultimo post del 2011. Ho deciso di utilizzare una parola per archiviare ogni mese di questo anno, che è stato decisamente il più strano della mia vita.
Gennaio – La parola del mese è: Ops!
L’anno si è inaugurato a Berlino. Eravamo ubriachi fradici in un Easy Hotel vicino Alexander Platz. Il capodanno più bello di sempre. In quel periodo io ero in trans agonistica tra il lavoro al negozio, il lavoro serale al cinema e il corso di inglese. Una notte, a metà mese, non stiamo molto “attenti”: “Che vuoi che sia dai, per una volta che vuoi che succeda?” Nel frattempo in Medio Oriente scoppiavano le prime rivolte: inizia la Primavera Araba.
Febbraio – La parola del mese è: positivo
Positivo è il test (continua…)
Il 52% delle mamme afferma di utilizzare il proprio smartphone 5 minuti dopo essersi svegliata (io!) e il 78% di utilizzarlo prima di dormire (sempre io!). 
Ieri ho avuto delle contrazioni parecchio forti. Niente di preoccupante, una ogni due ore ad intervalli regolari. Da mezzogiorno alle 10 di sera. So che non devo preoccuparmi, che è normale e non c’è da fare niente a meno che non si avvicinino tra loro e non si rompano le acque. Anche se, effettivamente, sono davvero dolorose.
E’ scattato però una specie di panico collettivo nella mia famiglia. Ora, da mio babbo me l’aspettavo, ansioso ed iperprotettivo com’è, idem il padre della creatura che mi è subito sbiancato manco fosse Michael Jackson, ma non da mia mamma. Lei è una calma, tranquilla. Ha un carattere molto forte ed adoro questo lato della sua personalità, non si lascia scalfire da niente perchè niente la preoccupa davvero. Tranne una cosa: la prima gravidanza dell’unica figlia femmina, che poi sarei io. Ieri è venuta da me e le ho detto: “Non preoccuparti, sono contrazioni di preparazione, manca ancora un mese. Se c’è qualcosa ti richiamo”.
Stamattina, per l’appunto, avevo il corso preparto e ho tenuto il telefono silenzioso dalle 10 all’una. Quando sono uscita e l’ho preso in mano il delirio: chiamate su chiamate e messaggi. Tutti di mia mamma e mia nonna. “Pronto mamma, sì sto bene, ero al corso preparto. No, non ho partorito. Sì, certo che ti avrei chiamata!“
Quindi, se siete nel nono mese di gravidanza e non rispondete al telefono sappiate che nel giro di 3 minuti vi ritrovate la foto a Chi l’ha visto.