ott
2011
Il futuro padre in attesa del lieto evento
L’attesa. Dopo nove mesi ci si rimane male se l’erede decide di non farsi vedere. Ma che fa? Ritarda? Non ho mai sopportato chi si presenta in ritardo agli appuntamenti, figuriamoci se lo posso tollerare da mio figlio!
E invece ti tocca, bello mio. Non solo: devi fare i conti anche con l’impazienza della futura mamma che va oltre il semplice ritardo all’appuntamento, ma si tinge di stanchezza, malessere fisico e paranoie assurde (la più bella è la domanda del giorno: “Ma non è che non sa come fare a uscire? Spinge verso l’alto.. Spingi verso il basso Leo!“).
In tutto questo c’è anche il dover giustificare con amici e parenti il procrastinare il lieto evento, quasi fossimo noi i responsabili, quasi non avessimo telefonato al ritardatario per concordare l’effettivo giorno di arrivo. Quando però sei tu che telefoni a loro, ti rispondono con l’ansia del condannato a morte che aspetta la chiamata del governatore, facendoti sentire una merda se la risposta è sempre “No, ancora nulla”.
Senza contare il fatto che non è servita la luna piena, non è servita la magica tisana a base di salvia e chiodi di garofano, non sono servite le scale fatte su e giù, e neanche le potenti prostaglandine.. Che fregatura, eh?!
Ci vuole pazienza gente, ci vuole pazienza.