How to be a geek mom

Diario di una mamma multitasking

Posts Tagged ‘ToscanaLab’

#battimonio – ci siamo quasi

Non sono sparita, ci sono. Già immagino orde di persone che si strappano i capelli urlando: “ma che fine ha fattoooo???” no eh? ^_^

Comunque, ho avuto una settimana di ferie e me la sono goduta non poco, ne avevo bisogno porcaccia miseria. Siamo stati al mare ed abbiamo scoperto un amore profondo di Leo per la sabbia, sono stata al ToscanaLab a Sansepolcro, ho fatto la turista dalle mie parti e mi sono presa una giornata totalmente per me andando dall’estetista e dalla parrucchiera. Non ho più la mia famosa ricrescita millenaria ma ora ho i capelli rossi. Ora sto un po’ meglio e sono un tantino più presentabile.

Ci siamo, domenica c’è il #battimonio. Ho un sacco di cose da fare ancora ma non mi preoccupo più di tanto. Mi preoccupa molto di più “Lucifero”, che dopo “Scipione” e “Caronte” renderà l’aria insopportabile.

C’è arrivato di regalo il salva-iphone e ci hanno regalato pure la maglietta Digital Native! Ma la cosa più utile è senza dubbio il passeggino ultraleggero. Mi ha cambiato la vita! Ad averlo avuto a Milano per il mammacheblog…

Non so se ce la farò a scrivere da qui a domenica. Col lavoro e il resto il tempo è davvero poco…


Related posts:

Paure e traumi del giovane futuro padre
Genitori, pupi e il lettone
Come si tagliano i capelli ad un "vivace" bambino di un anno e mezzo?

Il ToscanaLab

E’ la seconda volta che partecipo al ToscanaLab “attivamente”: l’anno scorso ho presentato il mio esperimento #finanziarelabici. Ho rivisto davvero volentieri tutti i miei amici “social”. Se quel giorno mi avessero detto: “Tra un anno ci parlerai del tuo blog e del tuo bambino” avrei risposto: “Bambino??? Ma voi state male!“. Eppure Leo c’è e ci siamo andati insieme al ToscanaLab. E’ stato bravissimo, non si è proprio sentito. Ha mangiato ed ha dormito tutto il tempo. Sono molto orgogliosa di questo evento, proprio nel mio amato/odiato Valdarno: ho sempre fatto il possibile per valorizzare il mio territorio: dal Valdarno Internet Cafè, nato ormai 6 anni fa e purtroppo defunto, al progetto Notte Bianca nbsgv che seguo ormai da diversi anni con CasaMasaccio. Ho parlato di GeekMom, o meglio, ho parlato di come la tecnologia aiuta le mamme attraverso il sostegno, il lavoro da casa e le scelte di mercato (mumsup.com) poi l’ho buttata un po’ più sull’ironia con “Le 15 cose che devi sapere per riconoscere una mamma geek“. E’ indubbio che ogni volta che mi piazzo davanti a delle persone con un microfono in mano vengo sopraffatta dalla paura, ma stavolta mi è stato davvero utile il consiglio di Francesca: “Cerca di stare tranquilla, hai dato alla luce un bimbo e questo sì che è una cosa che può mettere ansia. Una presentazione dura 5 minuti e non è dolorosa come il parto…credo“. Niente di più vero.

(continua…)

Related posts:

Cosa darei per un piatto di sushi...
Alleggire la borsa con Stocard
Arriva nincircle, il social network delle mamme

Un anno fa mi ricompravo una bici col crowdfunding e ora sono incinta

Chi mi segue su twitter sa che un anno fa, esattamente in questo periodo di calura estiva, mi ero buttata in un progetto assurdo: ricomprarmi una bicicletta con il crowdfunding, ovvero l’aiuto di internet. Tutto partì quando mi rubarono la mia fantasmagorica bicicletta nuova e ci rimasi di cacca. Avevo bisogno di 159€ e li trovai grazie a delle “donazioni”. Se avete voglia di sapere come è andata potete vedere tutta la storia qui. Ne parlarono in molti e ne parlai anche al ToscanaLab ad Arezzo e ricorderò quel giorno come uno dei più terrificanti della mia vita (almeno fino al parto…).

Ora è passato un anno, sono incinta di 7 mesi e quella bici ricomprata grazie all’aiuto di molti non posso più usarla. Quando sarà nato il pupo, però,  metterò su quella bici un bel seggiolino per bambini e faremo delle bellissime passeggiate al lago qui dietro.

Related posts:

Di applicazioni e perle di saggezza di mio babbo
Esperienza Italia150
Happy Towel Day!

New York, New York

Pochissimi giorni prima di scoprire l’esistenza del fagiolo nella mia pancia stavamo progettando la vacanza del secolo, quella che sogno da tutta una vita: New York. Stavo solo aspettando di sapere in che giorni, di preciso, avrei avuto le ferie a lavoro. Furio Socio Aci aveva trovato dei voli economicissimi ed era praticamente quasi tutto pronto. Poi quel test è diventato positivo e, come per Beatrix Kiddo in Kill Bill, niente è stato più come prima. Fino all’arrivo dell’estate non ci avevo ripensato ma adesso penso al fatto che tra pochi giorni sarei potuta partire per quello che per me rappresenta il posto più figo dell’universo e questo mi ha portato a riflettere su tutta la faccenda gravidanza.

Prima che quela linea diventasse blu avrei potuto saltare da una moto sopra un treno in corsa per te, ma dal momento che quela linea era diventata blu non avrei più potuto fare quelle cose, perché sarei diventata madre. [Kill Bill vol.2]

Non voglio assolutamente che il mio bambino, un giorno, pensi di essere stato un problema o di avermi rovinato la vita, anche perchè sono sicura che da quando lo vedrò tutto passerà in secondo piano e sarà la cosa più bella che mi sia mai successa. Ora però penso a tutto quello che non farò più, non posso farne a meno. Penso a come poteva essere quest’estate, a come avrei potuto sviluppare la mia vita lavorativa dal prossimo autunno. Per ora vedo questa fase come il passaggio tra la fine di un percorso fantastico fatto per esempio di viaggi con le amiche a Parigi per il concerto dei Sigur Ròs, capodanni ubriaca a urlare sconcerie a David Hasselhoff a Berlino, festival europei fighissimi…e l’inizio di un periodo fatto di enormi punti interrogativi.

C’è da dire che nell’ultimo anno ne ho fatte di cose: ho comprato una bici grazie al crowdfunding e ne ho parlato davanti a centinaia di persone al ToscanaLab ad Arezzo, ho guidato un Social Media Team all’ultimo Festival della Creatività a Firenze e ne ho creato uno per la Notte Bianca di San Giovanni, ho curato interamente sito, catalogo e diretta web di un Festival del cinema e, tra le cose più importanti, ho organizzato ben 3 Girl Geek Dinners Toscana. Mi ci vedete a fare tutto questo con un neonato? Volevo approfittare della maternità a casa per riprendere gli studi, ma non credo di farcela dato che non ho nessuno che mi tiene il pargolo. Nelle pubblicità delle pastine le mamme fanno tutt’altro. Pensano solo al bene dei loro pargoli e a cosa fare per pranzo, rinunciando a sé stesse. Che sia arrivato il momento di mettere la testa a posto?

Probabilmente sono io che mi faccio queste pippe mentali e mi faccio prendere dalla depressione cosmica e quasi sicuramente, passati i primi mesi di crisi isteriche, non sarà poi così terribile.

Voi che siete già madri, è normale avere questi dubbi? Ci siete passate tutte? O devo sentirmi in colpa?

Related posts:

L'insostenibile attesa dal medico.
Il compleoanno
Una mini-vacanza per me e il pupo. Sì, ma dove?