Credevate di averle viste tutte? Preparatevi al pannolino che twitta quando è “pieno”
Tweet Pee, questo il nome del progetto, è per ora un concept, mostrato al meglio nel video che vedete qui sopra in lingua portoghese creato da Ogilvy Brasil. Se verrà introdotto, potrebbe facilmente arrivare anche qui da noi, dove genitori high tech e utenti di Twitter crescono a vista d’occhio: per ora, però, bisognerà continuare a seguire i metodi tradizionali.
Non fumo e non bevo. Ho solo un gran brutto vizio che si chiama “caffè” ed ho pure smesso (spero stavolta per sempre) di mangiarmi alle unghie, eppure sono qui a parlarvi di “disintossicazione”. Perchè?
Mi sono iscritta a Facebook nel 2007, a Twitter nel 2009, ed ho aperto il blog nel 2011, inoltre ci sono le GGDToscana dal 2010 più tutto il resto. Come vivevo prima? Fino al mio 24° anno di vita era facile: avevo myspace, avevo una casella di posta, gestivo un forum online locale, scaricavo canzoni col 56k ma non ero schiava di internet.
Non sto dicendo di disconnettermi del tutto, non ne vedo il motivo ed andrebbe contro tutti i miei principi perchè, come in tutte le cose, ci vogliono le mezze misure e non sto neanche dicendo di cancellarmi da Facebook, sarebbe assurdo. Sarebbe come smettere di prendere l’auto, l’ascensore o usare la lavatrice. Perchè rinunciare drasticamente al progresso? Non avrebbe senso.
Sto solo cercando di ristabilire il giusto ordine delle cose per non esserne dipendente. Sono giorni che ci penso da quando una mia amica, anche lei madre (che probabilmente sta leggendo e si riconosce ^_^) mi ha detto di essersi cancellata da Facebook perchè internet le rubava del tempo prezioso ed era arrivata addirittura al punto di mettere la vita “online” prima del suo bambino. Non gliel’ho mai detto ma anche io ho fatto così, molte volte. Troppe. E’ andata a finire che ha cancellato il suo profilo ma si è subito re-iscritta con un altro e penso sia già a buon punto per ricascarci (un po’ come racconta Panzallaria nel suo post). Dai, puoi farcela!
Ho iniziato a cronometrarmi. Sto calcolando il tempo che passo online in un giorno. E’ già impressionante: si inizia la mattina controllando twitter, la posta, facebook, il meteo e i giornali online. Ne ho davvero bisogno? Ho bisogno di leggere su Facebook che la gente, il lunedì mattina, ha sonno? Ho bisogno di premere “aggiorna” ogni 10 minuti ovunque? Mi arrivano le notifiche se qualcuno ha da dirmi qualcosa.
E non è un caso che scriva questo il giorno dopo essere stata all’Internet Festival, dove ho scattato 2 miliardi di foto e scritto 7 milioni di tweet.
Solo per scrivere questo post c’ho messo 34 minuti, ma Leo dorme e ho già fatto tutto in casa. Voglio calcolare il tempo per vedere quanto ne butto via (anche se sono la prima a dire che il tempo su internet non è tempo buttato: sto parlando del puro “cazzeggio“): è tutto tempo che potrei utilizzare per attività diverse, cose che facevo prima come fare belle passeggiate o andare in palestra, anche se già sto migliorando perchè la sera non guardo più la tv con l’iPhone in mano perchè ricamo.
Come vivevate tutti voi prima di essere connessi 24h/24?
PS: festeggio i 50 anni dei Beatles con la mia canzone preferita in assoluto, buon ascolto!
Questa infografica mostra il potere dei blog e dei social media nelle decisioni di acquisto e di scelta delle donne. Blog e Facebook la fanno da padroni. Ottima posizione anche per Pinterest.