Tre brutte persone che hanno diritto di voto esattamente come voi

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Torno a scrivere sul mio blog dopo vari mesi. Avrete notato delle modifiche: ho trasferito tutto su una piattaforma gratuita che mi basta e mi avanza. Oggi ho proprio bisogno di scrivere, di sfogarmi. Ho avuto una settimana bella tosta: a lavoro stiamo andando in ferie un po’ a turno e quindi chi rimane deve coprire anche gli orari di chi è in vacanza. Poco male, si sopravvive. Fuori ci sono 41° ed i 41° del Valdarno equivalgono ai 45 di qualunque altro posto nell’Universo. Qui l’umidità è pazzesca e si fa fatica anche a respirare.

Fatto sta che ieri ero in negozio, stanca morta ed accaldata e con un visibile giramento di coglioni.

Verso le 16,30 entra una signora, età stimata tra gli 80 e gli 85. “Cosa ci fa in giro a quest’ora con questo caldo, signora C.?” “Eh sono stata in chiesa, ora vado a casa“. Entra anche una ragazza, molto carina, compra quel che deve e se ne va. Ha un paio di shorts cortissimi, che le invidio molto (sia per il caldo, sia per il fisico dato che può permetterseli alla grande) ed ecco che la signora diventa la persona di merda numero

1) “Ah, che vergogna! E poi si sente in giro che le stuprano, ci credo! Guardale lì! Sai Chiara, quando c’era Mussolini le donne non venivano stuprate perché non andavano in giro mezze nude!”

Ed ecco che io sbrocco, di brutto: “Senta C. prima di tutto una può andare in giro pure nuda e nessuno ha il diritto di metterle un dito addosso se non vuole. Secondo: cosa crede? Che le donne le violentino da ora??? Le donne vengono violentate da quando esistono l’uomo e la donna quindi non mi venga a dire queste storie. Quando c’era il suo amico Mussolini le donne venivano violentate e dovevano stare pure zitte.” Forse ho esagerato, forse non ci si rivolge in questo modo ad una signora anziana ma scusate. Non ho resistito.

Poco dopo entra una ragazzina. Ha l’aria visibilmente stravolta, barcolla. Le chiedo: tutto ok? Non mi risponde. Prendo una sedia, la faccio sedere. Entra anche un’altra commessa della zona, la vede e mi suggerisce di darle un bicchiere d’acqua con lo zucchero. Non sto qui a farvela troppo lunga: quello che sembrava un semplice calo di pressione si è trasformato in un attacco epilettico, finito con una folla di persone che mi davano una mano a tenerla, chiamate al 118 e ambulanza in soccorso. La ragazzina non aveva documenti con se, solo il codice fiscale. Aveva un cellulare ma senza SIM quindi ero nel panico totale.

In tutto questo entra la persona numero 2, che vede tutta la scena e mi urla:

2) “Si però muoviti Chiara, vieni a giocarmi i numeri al lotto!”

Scusi ma non vede che situazione? C’è una ragazzina che sta male! Non può aspettare?” “Eh io devo andare via, come fo” Gelo nel negozio. La gente scuote la testa.

Finita questa brutta storia ho fatto fatica a riprendermi, quella ragazza stava veramente male e quella signora mi ha fatto perdere ogni forma di speranza verso il genere umano.

Poco dopo entra la signora numero 3. Mi chiede come sto, le racconto tutta la storia ed esclama

3) “Ah sarà stata di certo una di quelle scese dai barconi”

“Scusi eh, a parte che era italiana e nata qui ma poi anche se fosse? Anche se fosse scesa da un barcone che bisognava fare? Lasciarla per terra? E agli italiani non possono venire gli attacchi epilettici? Dopo le case e il lavoro pure gli attacchi epilettici…che vergogna”

Ecco, tre donne. Tutte tre italiane e tutte e tre non perdono una Santa Messa neanche sotto tortura. E poi ci lamentiamo dei giovani…

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