Un piede avanti all’altro

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La corsa è una bellissima metafora della vita.

Se c’è una cosa che ho imparato correndo è che si tratta di una cosa solo tra te e le tue gambe e non puoi permetterti di dare la colpa dei tuoi insuccessi a nessun altro. Quando ho iniziato,  se non riuscivo a portare a termine un obiettivo che mi ero data, davo sempre la colpa a qualche fattore esterno: il caldo, il freddo, il vento, la pipì, il ciclo, il male alle ginocchia, le scarpe sbagliate, le cavallette o un’invasione aliena… Ed invece no: quando smetti di correre è solo perché ad un certo punto hai deciso di fermare le gambe. 

La vita è identica e va affrontata esattamente nello stesso modo. Per anni ho dato la colpa delle mie sfortune al modo in cui ero stata cresciuta, alle persone che avevo incontrato o altre cose che mi erano capitate ed invece no: è ora di rendersi responsabili per le proprie azioni e le proprie scelte. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso [cit.]. Quando mi sono ritrovata con la merda fino al collo tutto quello che ho potuto fare è stato rimboccarmi le maniche e battermi i piedi nel culo. Un piede avanti all’altro, come nella corsa. Perché se dico che correrò 10km, io correrò per 10km.

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